Suonare contemporanea, ma senza peccare di giovanilismo: è questa la sfida che Giorgia affronta, dopo oltre trent’anni di carriera, con “G”. Nel nuovo album, che arriva sulla scia dei successi di questi mesi, la cantante romana si confronta con autori e produttori di nuova, talvolta nuovissima, generazione. Non solo Blanco, autore di quella “La cura per me” che all’ultimo Festival di Sanremo ha permesso di fatto a Giorgia di imporsi come vincitrice morale (e che nel disco è presente anche nella versione in duetto con la voce di “Brividi”). Oltre a Calcutta, Dardust e Davide Petrella, che hanno co-firmato il singolo “Golpe”, ci sono anche Mara Sattei, Jacopo Ettorre, Kyv, Federica Abbate, Enrico Brun, Cripo, Rondine, Simon Says, Alessandro La Cava, Katoo. Il disco è l’undicesimo di inediti della cantante romana (se si esclude l’album di cover del 2018 “Pop heart”), ma è come se di fatto segnasse per lei un nuovo esordio, a 54 anni. Giorgia racconta infatti di aver modificato, rispetto al passato, il proprio modus operandi. Se nell’ultimo periodo si era chiusa in sé stessa, stavolta ha capito che per uscire dall’impasse nel quale si era cacciata - l’ultimo album “Blu”, uscito nel 2023, non ha lasciato chissà quale segno - doveva confrontarsi con punti di vista diversi dal suo: «Ho cercato di essere me in ogni canzone. Ho varato una formula per cui, nonostante i testi avessero una metrica più giovane, mi ritagliavo uno spazio Giorgia, in cui sono me», ha spiegato la cantante.
Gli autori e produttori coinvolti nel disco sono 30 in tutto: il lavoro è stato assemblato selezionando i vari provini che le venivano proposti, ma “G” ha una sua coerenza. Giorgia, che in "Corpi celesti" canta la sua voglia di «cadere all’indietro» e «buttare tutte le certezze che avevo» si mette in gioco (in un brano, “Odio corrisposto”, usa pure l’autotune, aggiunto in fase di post-produzione: l’effetto non è stato utilizzato per sistemare l’intonazione, perché naturalmente non ne ha bisogno, ma come sfumatura), però rimane la Giorgia di sempre, la grande interprete che tutti conosciamo da trent’anni, versatile ed eclettica. Non è un disco di canzoni stile “La cura per me”, “G”: Giorgia ha spiegato che la missione principale, nella scelta dei brani, era proprio evitare di trovare un’altra “La cura per me”, perché era consapevole che non l’avrebbe trovata. La stessa “Golpe”, per dire, è sì una ballata, ma dalle sfumature meno ariose della canzone di Blanco.
In “G” ritroviamo le tante Giorgie che abbiamo conosciuto in questi anni, racchiuse però in un unico disco: c’è quella che nella stessa “Odio corrisposto” ha voluto inserire un piano Rhodes per omaggiare le sue radici Anni ’70 e i brani soul e r&b che cantava dal vivo sui palchi dei club romani quando era ancora ragazzina (il padre, Giulio Todrani, leggenda dell’r&b italiano, l’ha chiamata Giorgia in onore della “Georgia on my mind” portata al successo da Ray Charles), c’è quella che a Sanremo nei primi Anni ’90 si faceva strada con “E poi” e “Come saprei” (presente anche nel dialogo con la Giorgia di oggi di “Carillon”: «La prima volta che ti ho vista sola in camera / chiusa in una scatola / dentro bruciavi come pietra lavica / o un sole acceso / vieni da me qua fuori tira un’aria inedita / piena di carica»), c’è la Giorgia più pop del singolo estivo “L’unica” e quella della svolta elettropop del 2011 con “Dietro le apparenze” (che si riaffaccia in “Tra le lune e le dune”, con groove che guarda al mondo dei Daft Punk).
Il risultato è un disco volutamente sfaccettato, che parla al presente ma lo fa con la maturità - e la storia - di chi ha attraversato tre decenni di pop italiano. Riuscendo ancora in qualche modo a sorprendere, senza forzature.
TRACKLIST
“La cura per me”
“Golpe”
“Tra le lune e le dune”
“Carillon”
“Corpi celesti”
“Paradossale”
“Rifare tutto”
“Sabbie mobili”
“L'unica”
“Odio corrisposto”
“Niente di male”
“La cura per me feat. Blanco”