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Gilby Clarke: "Appetite For Destruction è un disco perfetto"

19.02.2026 Scritto da Simöne Gall

Ogni buon fan dei Guns N' Roses lo ricorda per aver rispettosamente sostituito Izzy Stradlin nell'epocale "Use Your Illusion tour". Parliamo di Gilby Clarke, rocker della porta accanto e dallo stile semplice e sintetico: tanto nel suonare quanto nel rispondere alle nostre domande. Gilby e il suo approccio senza fronzoli stanno per tornare in Italia: venerdì 20 febbraio al Teatro Flavio di Roma, sabato 21 febbraio al Circartis di Legnago (VR) e domenica 22 febbraio al Teatro Incontro di Pinerolo (TO). Il consiglio è di non perderselo. 

Suonerai fra pochi giorni vicino a Torino. Nel '92 al Delle Alpi ci fu il primo concerto italiano dei Guns N' Roses,  con sessantamila fan. Come raffronti l'energia colossale di un evento simile con l'intimità di un club?
Suonare con la mia band è un'esperienza diversa, ma l'approccio non cambia. Non importa, in tutta onestà, se il locale in cui devo esibirmi è minuscolo o particolarmente capiente; l'intensità che riversiamo sul palco rimane la stessa. Certo, non ci sono le scenografie mastodontiche dei tempi dei Guns nei miei spettacoli di oggi, ma il bello dei club è il contatto fisico che ti offrono: ci nutriamo dell'energia del pubblico perché possiamo quasi toccarlo.

Oltre al boato dello stadio, ricordi qualcosa di Torino? O si trattò solo di una tappa in un viaggio infinito e frenetico?
A essere sincero, i dettagli dello show a cui accenni oggi mi sfuggono, mentre conservo un ricordo nitido della squisitezza della vostra cucina. Quel cibo è rimasto impresso in modo indelebile nella mia memoria.

Quando Izzy Stradlin lasciò i Guns, nel 1991, fosti tu a ricevere la chiamata da Slash. Hai mai saputo se c'erano altri nomi in lista prima del tuo?
In tutta onestà, non nutrivo alcun interesse a scoprirlo. In quel frangente ero assorbito esclusivamente dalla sfida che mi attendeva e dall'impegno per salire su quel treno in corsa. Non ho mai voluto indagare su chi altri fosse nel mirino della band.

Come bilanciasti le parti di Izzy con il tuo tocco personale?
Slash mi disse chiaramente di rendere mie quelle parti. C'erano passaggi compositivi ed esecutivi di un certo peso e che avrei dovuto accuratamente rispettare, ma era fondamentale che suonassi all'interno della band rimanendo fedele al mio modo d'essere, cioè con il mio stile e il mio groove naturale. Ed evidentemente a Slash piaceva come interpretavo quei pezzi, visto che abbiamo continuato a collaborare per molti anni, anche dopo l'esperienza nei Guns.

Qual era l'atmosfera dietro le quinte del caotico tour di "Use Your Illusion", tra i ritardi e l’imprevedibilità di Axl?
In quel tour tutto assumeva proporzioni gigantesche, è vero, ma per certi versi sembrava davvero di stare in famiglia. Non potevamo mai girare per strada senza essere assediati, quindi passavamo ore e ore chiusi in hotel. Axl tendeva a stare per conto suo, ma io e gli altri ragazzi eravamo sempre insieme, sempre molto uniti.

"The Spaghetti Incident?", l'unico disco da studio dei GN'R in cui hai suonato, sembra avere una resa più potente e diretta dei due volumi di "Use Your Illusion". Sei d'accordo?
Sì, ed è tutto merito dell'approccio più scarno e "stripped-down" della produzione. Ogni strumento aveva finalmente il suo spazio vitale e nel disco puoi sentire chiaramente me sul canale sinistro e Slash sul canale destro. Penso che quell'album sia una fotografia diretta e molto fedele di come suonavano i Guns N' Roses dal vivo in quel periodo.

Secondo te, qual è il segreto del suono di un disco come "Appetite For Destruction"? C'entra solo la produzione di Mike Clink, o anche la chimica che c'era fra i cinque membri della "classic line-up"?
"Appetite For Destruction" è un disco semplicemente perfetto. Il suo segreto risiede nel fatto che non fu alterato da una produzione eccessiva. Mike Clink seppe certamente tirare fuori il meglio da quei cinque ragazzi, senza mai soffocare la loro passione o quell'intensità così grezza. Sapeva esattamente cosa avrebbe funzionato e cosa no; in un certo senso, Clink era l’unico adulto presente a gestire tutto quel fuoco giovanile.

In "Pawnshop Guitars", il tuo debutto da solista, Axl Rose fu ospite come pianista e cantante solista nella cover di "Dead Flowers" degli Stones. Come andò quella collaborazione?
A quell'epoca ero ancora formalmente un membro dei Guns. Pertanto, trovandomi a lavorare sul mio primo disco, per me era fondamentale che i miei compagni di band vi partecipassero, questo anche per far capire loro che non li stavo affatto abbandonando. Inizialmente non chiesi ad Axl di cantare, volevo solo che suonasse il piano. Fu lui a offrirsi per la parte vocale e, col senno di poi, sono davvero orgoglioso che lo abbia fatto, dal momento che il suo tocco e la sua voce hanno reso quel brano davvero unico e speciale.

In quel disco è confluita quasi tutta la formazione dei Guns. Credi che una partecipazione così forte abbia condizionato la tua visione o riuscisti a mantenere l'impronta che volevi per il tuo debutto?"
In realtà, la mia intenzione non fu mai quella di dare vita a un disco che ricalcasse pedissequamente lo stile dei Guns. Se ascolti il mio progetto precedente, i Kill For Thrills, risulta evidente che quello sia il mio suono naturale da sempre. Direi piuttosto che i ragazzi si misero semplicemente al servizio della mia visione creativa dell'epoca.

Di recente hai suonato con Alice Cooper in veste di turnista live. Come ti sei trovato a suonare in una formazione a tre chitarre?
Suonare con Alice è stato fantastico, ma imparare ventisei canzoni in appena due giorni è stata la vera impresa! Avendo già lavorato con Ryan Roxie [chitarra] e Chuck Garric [basso] nella mia band solista, l'intesa si è rivelata immediata. Semmai la parte più complessa consisteva nell'imparare a schivare i colpi di spada o di frusta di Alice [ride], o la ghigliottina durante lo show. Sono tutti dei professionisti incredibili e sono onorato di aver contribuito affinché ogni cosa funzionasse al meglio sul palco.

Ti definisci orgogliosamente un "ritmico", prima di qualunque altra cosa. Perché secondo te il groove vince ancora sulla velocità tecnica?
Io resto nella mia corsia. Non sono mai stato un fan dei virtuosismi estremi o dei suoni troppo complicati. Nutro grande rispetto per la dedizione che serve per suonare in quella maniera, ma i miei dischi del cuore restano quelli venati di blues e orientati alla canzone. Penso che il mondo del rock avrà sempre bisogno di gente con lo spirito di Ron Wood, Keith Richards o Mick Ronson.

Oltre a essere un musicista sei anche un produttore. Hai lavorato con parecchia gente, fra cui i sottovalutati Beat Angels. Qual è l'errore che le giovani band commettono più spesso quando registrano?
Proprio in questi giorni, a questo proposito, sto producendo un artista di fama internazionale, ma per il momento preferisco non fare nomi. Per quanto riguarda le ingenuità delle giovani band, capita spesso che molti chitarristi siano convinti che il loro suono live debba funzionare necessariamente anche in studio. Frequentemente utilizzano troppe basse frequenze, sottraendo spazio vitale al basso, oppure esagerano con il gain, generando quei fastidiosi fischi tra un cambio di accordo e l’altro: è qualcosa di intollerabile!

Ti faccio ancora una domanda a tema GN'R. Si dice esista un'enorme quantità di materiale video d'archivio registrato durante il tour di "Use Your Illusion". Cosa c'è di vero?
Per quanto ne sappia io, non c'è assolutamente nulla di vero in queste voci. Che siano state effettuate delle riprese professionali insieme a noi del gruppo, con lo scopo di documentare il tour, è un fatto che posso senz'altro confermare; onestamente, però, non saprei dire cosa ne sia stato di quel materiale nel corso degli anni.

Quali sono i prossimi passi per Gilby Clarke?
Ho molte date soliste in programma e sto già lavorando sodo ai brani che comporranno il mio prossimo album. Ringrazio tutti coloro che mi hanno seguito e mi seguiranno.


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