Fino all'11 gennaio, ripubblichiamo le recensioni dei dischi candidati ai Rockol Awards 2025 nella categoria "Miglior album italiano": è possibile votare qua.
Qua invece le candidature per i migliori live.“Dio lo sa”, il terzo disco di Geolier, uno degli album rap più attesi dell’anno, è una sintesi di considerevole livello tra rap e canzone napoletana con incursioni musicali che spaziano dalla black music fino al country e all’universo latin, quello più raffinato. Tutto filtrato, ovviamente, attraverso una lente urban. È una finestra che da Napoli si apre sul mondo. Un disco corposo, composto da ventuno tracce, ricco di cultura musicale, di campionamenti, di atmosfere dense e riferimenti sulla carta non semplici da tenere tutti uniti, ma che il rapper napoletano, con la sua capacità di cavalcare qualsiasi produzione con personalità e credibilità, riesce a compattare in modo magico.
“Dio lo sa” è un ottovolante di flow diversi, ritornelli, rappate più serrate e tante linee melodiche pop che restituiscono un estro artistico, quello di Geolier, più libero rispetto ai precedenti lavori. È un disco che, liricamente, rispetto a “Il coraggio dei bambini”, l’album più ascoltato in Italia nel 2023, sposta maggiormente la telecamera della narrazione dalla strada sui sentimenti, sulle storie d’amore e in generale sui bivi della vita. È un disco che parla di scelte, di decisioni, di legami, radici, catene e identità. È un progetto di scoperta interiore più che di narrazione esteriore e collettiva. Tutto quello che non è di facile comprensione nel percorso dell’esistenza, come ci ricorda il titolo, solo “Dio lo sa”.
1 - Per sempre (prod. Michelangelo)
Un ingresso potente, dalle tinte gospel. Un brano sull’identità, sul rimanere fedeli a se stessi. Una promessa, quasi un giuramento, davanti allo specchio e davanti a un amico.2 - Idee chiare feat. Lazza (prod. Dat Boi Dee, Finesse)
Una delle prime canzoni in cui l’atmosfera si mostra avvolgente e spicca. Un brano che parla di relazioni difficili nato da una session fatta con Lazza a Londra, la stessa da cui nacque “Chiagne”, brano simbolo de “Il coraggio dei bambini”.3 - El pibe de oro (prod. Poison Beatz)
Un esercizio di stile rap.4 - Si stat’tu (Dat Boi Dee, Poison Beatz, Geenaro, Ghana Beats)
Un altro pezzo più deep sui “non detti” all’interno della coppia, un brano in cui le tessiture sonore giocano nuovamente un ruolo determinante. C’è la parte rappata, ma anche un ritornello soffuso e caldo che funziona.5 - Io t’o giur’ feat. Sfera Ebbasta (prod. Dardust)
Il tocco di Dardust, su questo altro pezzo d’amore, è evidente sin dalle prime battute: c’è il suono del piano che libera le voci e porta i timbri dei due rapper, prima uno poi l’altro, in una dimensione da cui fuoriesce un ritornello più aperto e pop.6 - Presidente (prod. Dat Boi Dee, Kermit)
Un brano forte, dalle venature black, con un campione di “Wishing on a Star”, brano dei Rose Royce, ripreso in carriera anche da Jay-Z. Un dialogo con un presidente di una casa discografica tra scalate e ricordi di sacrifici.7- Una come te (prod. Dat Boi Dee)
Beat country il cui inizio di chitarra ricorda volutamente “Sweet Home Alabama”: un pezzo più leggero, ma in cui Geolier, anche su un beat lontano dalla sua comfort zone, surfa con personalità.8- Emirates (prod. Poison Beatz, Geenaro, Ghana Beats, Giuszy)
Un’analisi personale e interiore sui traguardi, con la consapevolezza che il vero riconoscimento è quello che arriva dalla gente. Una canzone intensa che al suo interno ha anche la voce della cantante napoletana Mavi Gagliardi.9 - Una vita fa feat. Shiva (prod. Mace, Shune)
Un’altra storia d’amore al bivio che si sviluppa su un pezzo pieno di ritmo, con una coda strumentale funk che regala piacevolezza.10 - Episodio d’amore (Dat Boi Dee, Takagi & Ketra)
Pezzo manifesto in cui Geolier fa abbracciare il suo mondo con quello della canzone napoletana, di fatto segnandone una sorta di aggiornamento ed evoluzione.11 - 6 milioni di euro fa (skit) (prod. Dat Boi Dee)
Una riflessione sul "prima": prima del successo, dei soldi e di tutto. Un beat jazzato storto non convenzionale, interessante, in cui Geolier, a un certo punto, rappa talmente dritto che sembra non prendere più respiro.12 - 357 feat. Guè (prod. Dat Boi Dee, Cerul67)
Come una 357 Magnum Gué e Geolier, su questo pezzo rap con venature musicali sotterranee jazzate, non si inceppano.13 - Dio lo sa (prod. Dat Boi Dee)
Sguardi interiori, voci angelicate a fare da piccoli echi, rap: tutto resta in equilibrio in una traccia evocativa.14 - Bella e brutta notizia feat. Maria Becerra (prod. Geenaro, Ghana Beats, Maxzwell, Poison Beats)
Un brano sul “dopo” una storia ormai al capolinea: la vera sorpresa è la cantante argentina Maria Becerra, molto brava su questo pezzo latin costruito bene, non caciarone.15 - Già lo sai feat. Luchè (prod. Dat Boi Dee)
Una canzone urban in cui i due artisti, che ambedue rappano in napoletano, spiegano come tutto, alla fine, giri intorno alle donne. Una visione che ricorda quella espressa in alcuni film di Troisi.16 - Scumpar (prod. Yung Snapp, Poison Beatz, Sewsi)
Le linee melodiche fanno da padrone in un pezzo in cui Geolier canta “non sapevo come disarmarti perché in amore non servono le armi”.17 - I P’me, Tu P’te (prod. Michelangelo)
Il brano, con la cassa dritta, presentato all’ultima edizione del Festival di Sanremo.18 - Nu Parl, Nu Sent, Nu Vec (prod. Poison Beatz)
Volevate un pezzone rap stiloso, con una produzione potente e un flow da numero dieci? Eccolo.19 - Cls feat. Yung Snapp, MV Killa, Lele Blade (prod. Dat Boi Dee)
Altro pezzo rap con gli amici e fratelli della scena napoletana: nel mirino i rapper che puzzano di falsità.20 - L’ultima poesia feat. Ultimo (prod. Takagi & Ketra, JVLI)
Una canzone d’amore aperta che, nonostante metta insieme due artisti di profilo, non ha nulla di diverso da tante altre canzoni già sentite.21 - Finchè non si muore (prod. Poison Beatz)
Si lega al titolo della prima traccia del progetto, dando un senso circolare a tutto il lavoro, e ha al suo interno un sample di “Love in Portofino” di Buscaglione, un brano che il padre dell’artista ama. Questo ventunesimo pezzo è intimo, parla di rapporti umani e famigliari con un'efficace costruzione sonora e strumentale, in cui svetta la batteria, con un bel finale soffuso.L’album ha avuto anche un "Atto II", che va considerato a tutti gli effetti come un progetto vero e proprio, non come un semplice ampliamento del progetto originale:
1 - Reale
Un brano identitario e diretto, in cui Geolier ribadisce chi è e da dove viene. Rap asciutto, senza mediazioni, pensato più per affermare che per piacere.2 - Smith ’n’ Wesson
Rap crudo e frontale, costruito su tensione e precisione. Una traccia per gli ascoltatori più hardcore, senza concessioni melodiche.3 - 500K
Racconto di ambizione e traguardi economici come simbolo di riscatto. Geolier fotografa lo status senza trasformarlo in ostentazione fine a se stessa.4 - Tu ed io (feat. Rose Villain)
Il brano più trasversale dell’"Atto II", tra pop e urban. La voce di Rose Villain apre il pezzo a un pubblico più ampio senza snaturare il racconto emotivo.5 - Che sole oggi
Atmosfera malinconica e riflessiva, giocata su melodie morbide. Un momento di pausa emotiva che alleggerisce il peso del disco.6 - Cchiu’ fort (feat. Cosang)
Incontro carico di significato storico per il rap napoletano. Più che una canzone, un passaggio di testimone tra generazioni.7 - Mai per sempre
Una ballata disillusa sul tempo che cambia i sentimenti. Geolier lavora di sottrazione, puntando tutto sull’emotività.8 - Nun sacc’ perdere
Brano intimo e fragile, in cui l’artista ammette limiti e paure. Chiude "Atto II" su una nota personale e sincera.
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