Una prima versione di questa canzone viene registrata dal vivo durante una session per la BBC, negli studi londinesi di Maida Vale, il 22 febbraio 1970 (di cui circola un’ottima registrazione su bootleg). Un mese dopo, in marzo, i Genesis, ancora privi di contratto discografico, si recano presso i De Lane Lea Studios per registrarla per l’etichetta dei Moody Blues, la Threshold Records, per la produzione di Tony Clarke. Ma qualcosa non va per il verso giusto.
Banks: “C’era un errore verso la fine del brano, una nota sporca di cui mi ero accorto solo io. Dissi allora a Mike Pinder (tastierista dei Moody Blues - n.d.a.) che avremmo dovuto rifarla, ma lui non volle. E io non potevo concepire di pubblicare un brano con una nota sporca. Fu anche per questo, credo, che non concludemmo con la Threshold”.
Il brano viene infine registrato nella sua versione definitiva nell’estate 1970 ai Trident Studios. Un accordo d’organo fa immediatamente spazio alla splendida voce di Gabriel, venata di soul. Nella seconda frase del canto, supportata da basso e chitarre arpeggiate, la solista di Ant si deposita sulle rullate di batteria di John Mayhew, mentre più avanti si ascoltano anche il piano, arpeggi di organo e bellissime rifiniture di chitarre arpeggiate, sia elettriche che acustiche.
Nelle sezioni più riflessive, invece, si apprezza un coro in falsetto in sottofondo, mentre meno convincente appare l’inserto ritmico centrale, dove basso, chitarra e batteria staccano insieme. Le cose migliorano con l’ingresso della chitarra solista e l’intervento al flauto che allenta la tensione e conduce all’ultima strofa, con il bellissimo lavoro congiunto di chitarre a 12 corde e piano. Dopo le ultime parti vocali, l’incedere quasi marziale condotto dalle chitarre sull’arpeggio inquietante dell’organo porta a un riff congiunto di organo e basso e, quindi, al crescendo che prelude all’assolo di chitarra elettrica di Ant: bello e inquietante ma forse tirato un po’ per le lunghe, con le rullate continue (e poco inventive) di Mayhew alla batteria. La canzone termina con i cori della band.
In sette minuti, uno splendido concentrato di stili e accordi, composto prevalentemente da Gabriel (la parte melodica; la sezione strumentale è uno sforzo di gruppo).
Proprio sul testo di questa canzone vi sarebbe l’unico, timido apporto compositivo del batterista.
Mayhew: “I testi erano la specialità di Peter, quindi non ho contribuito così tanto, anche se, quando avevo dodici anni, alcune mie poesie furono pubblicate da un magazine letterario londinese. Sono sempre stato bravo con le parole, a scrivere racconti e poesie, ma non penso di aver dato più che qualche suggerimento”.
Nella fattispecie, le liriche di Gabriel, fra un senso di isolamento e vaghi richiami religiosi, risultano in effetti abbastanza oscure.
Suonata nei concerti dal vivo prima della pubblicazione di “Trespass”, “Looking For Someone” sparisce dal set quando entra Hackett in formazione.
Il testo è tratto, per gentile concessione dell’editore Il Castello, dal libro “Genesis – Tutti gli album, tutte le canzoni”, di Mario Giammetti.