In tutti gli anni in cui Brian May e Freddie Mercury hanno scritto e suonato insieme nei Queen non sono naturalmente mancati differenti punti di vista su come sviluppare al meglio le canzoni. Anzi, queste divergenze creative probabilmente sono state parte delle fortune della band britannica.
Parlando con Total Guitar Brian May ha ricordato come lui e Freddie non fossero d'accordo su quello che poi è diventato uno dei suoi assoli di chitarra più noti che, se non avesse insistito e si fosse imposto, non avrebbe mai visto la luce e non sarebbe stato incluso nella versione finale di "Don't Stop Me Now", canzone inclusa nel loro album del 1978 "Jazz".
Queste le parole del musicista inglese su "Don't Stop Me Now": "Freddie l'aveva immaginata come una canzone per pianoforte, in stile Elton John. Sentiva un pianoforte potente, una voce potente, e basta. Lì ci ho suonato un sacco di chitarra ritmica, ma Freddie continuava a dire: "No, no, no, no, è una canzone per pianoforte!".
Alla fine Freddie Mercury si convinse ammettendo: "Beh, ci vuole un assolo." Come spiega Brian May, questo tipo di tira e molla era tipico della loro dinamica di lavoro. "Era il nostro modo di pensare. Dissi: 'Okay, dammi una strofa e vediamo cosa posso fare.' Di nuovo, stando in studio e sentendo il brano evolversi, riuscivo a sentire l'assolo nella mia testa prima ancora di prendere in mano la chitarra per suonarlo. Come spesso accade con me, è una sorta di piccola digressione. È una contro-melodia. Non è la melodia esatta della strofa. Ma è qualcosa che si abbina bene, una sorta di contrappunto, ed è qualcosa che potrei cantare. Si trattava solo di trasporla sulla chitarra."
Col senno di poi, May si sente confortato, non dalla teoria, ma dalla reazione del pubblico. "È molto semplice. A volte mi sento un po' in colpa. Ma noto che quando viene suonata in una sala da ballo, l'assolo suscita una reazione nel pubblico e aumenta notevolmente l'energia, anche in un brano già di per sé molto energico, quindi sono contento così com'è."
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