Brian May ha già provato a immaginare come potrebbero tornare sul palco i Queen degli anni di Freddie Mercury senza affidarsi semplicemente alle immagini di repertorio. Il chitarrista ha infatti raccontato di avere lavorato all’idea di uno spettacolo immersivo costruito attraverso avatar digitali, sul modello di quanto gli ABBA stanno facendo dal 2022 a Londra con “ABBA Voyage”, ma negli ultimi tempi il suo entusiasmo per il progetto si è ridimensionato soprattutto per i dubbi legati all’uso dell’intelligenza artificiale. Già lo scorso agosto, May aveva condiviso il suo scetticismo sull'uso dell'AI.
Intervistato da "Absolute Radio", May ha spiegato che l’ipotesi è stata presa seriamente in considerazione e che a convincerlo delle possibilità offerte da questo tipo di spettacolo è stata anche la Sphere di Las Vegas, dove ha visto la residency degli Eagles. Da lì il chitarrista ha cominciato a pensare a come tradurre la storia dei Queen in un’esperienza simile, arrivando a dedicare parecchio tempo alla progettazione di quello che avrebbe potuto essere uno show della band. A frenare il chitarrista è stata però la tecnologia necessaria per realizzarlo. Secondo May, un progetto del genere richiederebbe oggi un impiego molto ampio dell’intelligenza artificiale, con tutte le questioni che ne derivano sul piano creativo ed etico. Il chitarrista si è interrogato in particolare sulla possibilità di utilizzare materiale appartenente alla stessa storia dei Queen e quindi, in qualche modo, di “rubare” al proprio lavoro. Anche in quel caso, ha osservato, resterebbe comunque il problema più generale dell’impatto che l’AI sta avendo sul lavoro degli artisti.
Alla domanda se prenderebbe in considerazione la possibilità di lavorare a una residency virtuale per i Queen, simile allo show degli Abba, ad "Absolute Radio" Brian May ha dichiarato:
Ha aggiunto: "Quindi non lo so. Non sono più entusiasta dell’idea come lo ero prima. Penso che sarebbe fantastico avere un luogo permanente in cui le persone possano andare e avere la sensazione di vederci suonare dal vivo nel nostro momento migliore, magari in giro per il mondo, magari in qualsiasi momento della nostra storia. Le porte sono aperte, ma non so se le attraverseremo".
L’idea, quindi, non è stata definitivamente accantonata e May continua a considerare affascinante la possibilità di creare uno spazio permanente in cui il pubblico possa avere l’impressione di vedere i Queen esibirsi nel momento di massimo splendore della band, riportando quindi virtualmente sul palco anche Freddie Mercury.
Il riferimento inevitabile resta “ABBA Voyage”, lo spettacolo inaugurato a Londra nel maggio 2022 e costruito attorno agli “ABBAtars”, versioni digitali di Agnetha Fältskog, Björn Ulvaeus, Benny Andersson e Anni-Frid Lyngstad con l’aspetto che avevano nel 1979. Gli avatar si esibiscono all’interno di un’arena realizzata appositamente, accompagnati da una band reale di dieci elementi. Anche i Kiss hanno scelto di seguire quella strada dopo l’ultimo concerto della loro carriera al Madison Square Garden nel dicembre 2023 e stanno lavorando con Pophouse Entertainment, la società svedese co-fondata da Björn Ulvaeus e tra gli investitori fondatori di ABBA Voyage, a uno show con avatar previsto a Las Vegas nel 2028.
Prima di un eventuale futuro digitale, i Queen proveranno però a riportare il pubblico dentro uno dei loro veri concerti. Il 7 ottobre arriverà nei cinema di tutto il mondo il film dello show tenuto il 27 luglio 1986 al Népstadion di Budapest, ultima esibizione dal vivo della band con Freddie Mercury a essere stata filmata. Qualche giorno prima, il 3 ottobre, la Roundhouse di Londra ospiterà due proiezioni speciali della versione restaurata su un grande schermo LED, accompagnate da audio surround e luci sincronizzate con le immagini. May l’ha descritta come l’esperienza più vicina possibile al vedere i Queen dei loro anni d’oro, al punto da sperare che il pubblico possa dimenticare per qualche momento di trovarsi davanti a un film.
Quello dei Queen sarebbe soltanto l’ultimo capitolo di una strada che la musica dal vivo ha iniziato a esplorare da tempo. Ronnie James Dio tornò virtualmente sul palco già nel 2016 attraverso un ologramma, mentre “ABBA Voyage” ha trasformato nel 2022 l’avatar nel centro di un intero spettacolo. Ai progetti dei Kiss si sono aggiunti negli ultimi tempi quelli legati a Ozzy Osbourne, con la famiglia impegnata nella creazione di una sua versione digitale interattiva, e di Dolly Parton, che ha confermato di stare valutando insieme al proprio team la possibilità di sviluppare un avatar di se stessa.
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