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Farsi rubare il cuore da Lewis Capaldi

18.06.2026 Scritto da Paolo Panzeri

Partiamo dalla fine. Le note di "Someone you loved", l'ultima canzone in scaletta del concerto di Lewis Capaldi, ancora echeggiano nella serata della Fiera Milano Live che dei fuochi d'artificio illuminano il cielo e prolungano l'incanto di una esibizione che ha certamente soddisfatto le migliaia di persone accorse per celebrare il musicista scozzese. Tornando verso casa ho sentito una signora commentare con degli amici, 'naturalmente le canzoni sono belle, ma questo è un concerto che fa bene al cuore'. Concediamoci il dubbio che questa signora sia dotata di un animo particolarmente gentile e sensibile, ma rende abbastanza bene il senso dell'esibizione milanese di Capaldi.

La giornata di ieri sera a Rho, si era aperta con gli show della giovane cantautrice romana Angelica Bove, seguita dal trio indie rock israeliano dei Temper City ma, naturalmente, l'attenzione dei presenti era tutta volta al live di Lewis Capaldi. Come annunciato, alle nove di sera, puntuale come il destino, non un minuto prima non un minuto dopo, il quasi trentenne nativo di Glasgow ha dato inizio al suo spettacolo. Il palco è spoglio, lontano dalle dispendiose produzioni che vanno a completare la proposta musicale della popstar di turno, a corredo sono presenti solo dei grossi schermi ai lati, utili per permettere di avvicinarlo alla vista anche dai molti che sono tanto in fondo, a parecchie decine di metri dalla posizione del cantante.

Senza perdersi in convenevoli Capaldi si presenta eseguendo, in sequenza, "Hollywood", "Grace" e "Heavenly Kind of State of Mind", accompagnato in un canto all'unisono da parte del pubblico presente. Dopo questa tripletta iniziale si prende una pausa per salutare il pubblico, ricorda che in precedenza aveva suonato in Italia nel 2023, prima di mettersi in pausa a causa di alcuni problemi di salute legati alla sindrome di Tourette di cui soffre, ora sta bene e ha ripreso ad esibirsi. Lewis è simpatico, ciarliero, pronto alla battuta, pronto a non prendersi sul serio. Mentre sta parlando sopraggiunge un contrattempo di tipo tecnico, allora si ferma. La parte femminile del pubblico gli intona 'sei bellissimo', sull'aria della canzone di Loredana Berté, lui ringrazia educatamente e replica intonando "You're beautiful" di James Blunt.

Superato l'inconveniente il concerto riprende, le canzoni si susseguono piacevoli l'una dietro l'altra. Lewis Capaldi si posiziona anche al piano, ma naturalmente è la chitarra lo strumento con cui suona le sue molte hit. Si diceva del palco scevro da orpelli, la fisicità di Lewis e la qualità delle sue canzoni bastano e avanzano per riempirlo. Con lui sul palco figurano cinque musicisti: piano, batteria, basso, tromba, chitarra. La sua voce è profonda e sicura. La malinconica "Bruises" e la più ottimistica "Pointless" sono cantate a piena ugola dal pubblico, ma l'intero set è molto bilanciato, non esistono passaggi a vuoto o cali di tensione nella scaletta. Forse "Before you go", con in coda un ripetuto sing along, raggiunge il vertice del gradimento, ma davvero non esiste una canzone che oscura le altre. "The day that I die", al piano, la introduce con ironia dicendo, 'Dopo una ottimista, eccone una triste'.

Esattamente dopo un'ora e mezza, Lewis saluta il pubblico, domani sera sarà in concerto niente meno che all'Isola di Wight. Quel che ci rimane (e non è poco) sono le sue belle ballate. Perché la si può girare come si vuole, ma senza avere delle canzoni di qualità, come diceva la signora citata in precedenza, è difficile riempire il cuore. Senza dubbio Capaldi le canzoni le ha, in più è simpatico, un poco dimesso, ed è pure goffo il giusto. Per dire, aperta una bottiglietta d'acqua, non riesce a centrare esattamente la bocca e si bagna la maglia. Sì, proprio come potrebbe accadere ad uno di noi.

Setlist:

Hollywood

Grace

Heavenly Kind of State of Mind

Wish You the Best

Love the Hell Out of You

Almost

Forever

Bruises

Pointless

Something in the Heavens

Leave Me Slowly

Before You Go

Fade

The Day That I Die

Hold Me While You Wait

Forget Me

Encore:

Survive

Someone You Loved


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