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Ex-Otago: dieci anni di “Marassi”

25.12.2025 Scritto da Claudio Cabona

Ci sono luoghi che non sono solo luoghi. Sono radici e ricordi, storie e sentimenti, rabbia e amore, frustrazioni e malinconie. Quando questi luoghi entrano nei dischi, quei dischi smettono di essere “solo” dischi. Diventano testimonianze: racconti di un momento storico e sociale, di un modo di stare al mondo. “Marassi” degli Ex-Otago è tutto questo. Un album generazionale, straordinariamente specifico, prende infatti il nome da un quartiere di Genova, e incredibilmente capace di abbracciare tutti. Un disco che nel 2026 compie dieci anni, ma che oggi suona più vivo e attuale che mai.

È il lavoro che ha cambiato la vita della band genovese e ne ha consacrato definitivamente il percorso, rendendola una delle realtà capostipiti dell’indie italiano, traghettandola nel mainstream anche grazie alle produzioni sartoriali e colorate di Matteo Cantaluppi. È un disco “no-skip”, tutte le canzoni funzionano: da “I giovani d’oggi” a “Quando sono con te”, da “Cinghiali incazzati” a “La nostra pelle”. “In dieci anni è cambiato tutto, ma non è cambiato niente. I giovani d’oggi ancora non valgono un cazzo, la gente lavora per nulla, spara e s'ammazza, inganna e devasta non molto lontano da noi. E al tempo stesso, ancora vogliamo restare a galla sotto il cielo di Camogli, ci vogliamo lasciare accarezzare e invadere da un frastuono o una musica - dice la formazione - e soprattutto, ancora ‘ci vuole molto coraggio ad avere coraggio’: il coraggio di fermarsi e tornare lì dove si era partiti, con la gratitudine verso chi e ciò che ci ha reso quello che siamo. Di recuperare l’essenza e l’essenziale. Con la certezza che le cose vere, le cose vive, non si spengono mai”.

Per celebrare il decennale, gli Ex-Otago riportano “Marassi” dal vivo nei piccoli club, i luoghi dove tutto è iniziato. Un ritorno alle origini che prende il via proprio da Genova, il 13 gennaio al Crazy Bull, per poi proseguire il 14 gennaio a Torino (Cap 10100), il 15 a Milano (Arci Bellezza), il 16 a Bologna (Covo Club), il 21 a Pistoia (H2NO), il 22 a Roma (Alcazar), il 23 a Salerno (DSSZ Club) e il 24 a Conversano (BA), alla Casa delle Arti. Un tour tutto sold out che riporta  il disco nei luoghi in cui è nato e cresciuto, concerto dopo concerto, fino a diventare il simbolo di quel momento storico in cui l’indie italiano ha smesso di essere una nicchia per arrivare ai grandi palchi, alle classifiche e ai grandi numeri. “Se è vero che palazzetti, stadi e grandi eventi sono importanti, è altrettanto vero che i piccoli club lo sono forse ancora di più. Perché un club non è solo uno spazio: è un’idea di musica, di suono, persino di società - racconta il gruppo - questo concept tour è anche un modo per ribadire quanto la musica italiana debba essere riconoscente a questi posti, che hanno ospitato migliaia di artisti e, spesso, hanno cambiato la storia”.

Ed è lì che gli Ex-Otago vogliono far passare ancora una volta la propria storia. “Nonostante dieci anni intensi, centinaia di concerti, esperienze, pause, cambiamenti e crescita, oggi come allora continuiamo a portare avanti una precisa idea di musica: indipendente, autentica, umana - concludono gli Otaghi - una musica che nasce dalla vita reale e che prende forma sul palco grazie a quella magia fragile e irripetibile che è suonarla, cantarla, sbagliarla dal vivo”. Dopo il mini tour invernale, i genovesi torneranno a casa, nella città che ha dato loro tutto e da cui tutto è partito. Il 16 luglio 2026, l’Arena del Mare della Città della Lanterna diventerà il cuore pulsante di una grande festa dedicata a “Marassi”: una celebrazione collettiva, un viaggio nella memoria.


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