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Ermal Meta: Se oggi la musica non è patinata, non viene ascoltata

27.02.2026 Scritto da Elena Palmieri

"Il fatto di aver già frequentato l'Ariston in passato aiuta nella gestione delle emozioni e la gestione di tutto ciò che ruota intorno al palco. Perché Sanremo non è solo il palco dell'Ariston, ma è anche tutto quello che c'è intorno". Ermal Meta torna a Sanremo da veterano e rimanendo fedele alla sua cifra stilistica. "Stella stellina", il brano con cui il cantautore si ripresenta in gara al Festival quest'anno, "è nato dalla famosissima filastrocca, mentre la canticchiavo a mia figlia e poi è diventato qualcosa di diverso mischiandosi con tutte le immagini che arrivano da da Gaza", spiega il musicista.

Ospite della Rockol Lounge, presso Superluna, Ermal Meta racconta poi: "Ho scritto di getto il testo di 'Stella stellina'. E ho poi subito pensato di vestirla con un abito che non è il primo che ti verrebbe in mente per una canzone così. L'ho resa ballabile, in un certo senso. Creando un senso distopico. La distopia del mondo è che gli adulti fanno più rumore dei bambini. E questa è una cosa con la quale io non riesco a far pace". Aggiunge: "Noi assistiamo in un silenzio sociale a un genocidio, che dovrebbe portare ognuno di noi a una riflessione". Alla domanda se la musica ha ancora potere: "Io non lo so la musica che potere ha. Probabilmente la musica ha potere non per tutte le persone. Non ha la portata che noi pensiamo che abbia, probabilmente perché oggi c'è troppo rumore. Se la musica oggi non è troppo liscia e patinata, troppo nel mezzo, rischia di essere messa da parte o di essere solamente sentita, e non ascoltata".

Per la serata di oggi, 27 febbraio, dedicata alle cover e hai duetti, il musicista ha scelto "Golden hour" del cantautore statunitense Jvke. "Ero lì in studio con con con Dardust, stavamo lavorando su 'Stella stellina' e a un certo punto gli ho detto 'perché non vieni con me a fare la serata del cover?'. Da lì è nata l'idea di cantare 'Golden hour', che è un pezzo super moderno e io volevo cantare in inglese", spiega Ermal Meta sulla scelta della cover. Qualche sera fa, per la sua partecipazione al "Dopofestival", l'artista ha invece optato per una rilettura di "Don't look back in anger" degli Oasis: "Ho un legame particolare con gli Anni Novanta, e gli Oasis ne sono un po' un simbolo", sottolinea Ermal Meta pensando al suo legame con i fratelli Gallagher: "Sono stati gli anni della mia formazione musicale, ma anche spirituale".

"Stella stellina" è una delle dodici canzoni incluse nel nuovo album "Funzioni vitali" del musicista di origine albanese, uscito oggi: "Uno dei temi predominanti all'interno di questo album è il tempo, visto sia come luogo sicuro, di un passato che magari uno guarda con nostalgia, sia come monito. Perché il tempo è ingannevole. Perché il tempo tende fisicamente e chimicamente a modificare i ricordi e il passato".

Mentre David Gilmour è uno degli artisti che Ermal Meta sogna di vedere dal vivo, il concerto della vita per lui è legato al Heineken Jammin’ Festival del 2002 con i Muse in tour per “Origin of Symmetry”, i Red Hot Chili Peppers, i Chemical Brothers. "Uno dei concerti più incredibili a cui abbia mai assistito, davvero qualcosa di stratosferico", spiega: "È stato il concerto che mi ha cambiato la vita, perché dopo quella sera ho fatto una promessa a me stesso: su questo palco ci voglio salire anch’io, ci devo salire per forza, ce la dovrò fare. Sono tornato a casa con una fame diversa, anche con una lucidità diversa. Otto anni dopo sono salito su quel palco in apertura agli Aerosmith".


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