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"E' il primo riff metal mai scritto, l'ho scritto io" (Jeff Beck)

30.08.2025 Scritto da Paolo Panzeri

Di tutte le canzoni scritte, solo una può affermare di avere gettato le basi per quelli che sarebbero diventati, di lì a poco, i Led Zeppelin. “Beck's Bolero” venne registrata nel 1966 come prima uscita solista di Jeff Beck, dopo che il chitarrista si era fatto un nome come sostituto di Eric Clapton negli Yardbirds.

“Beck's Bolero” vantava un cast stellare con Jeff Beck e Jimmy Page alle chitarre, Keith Moon alla batteria, John Paul Jones al basso e Nicky Hopkins alle tastiere. Il piano era che il quintetto trovasse un cantante e continuasse come supergruppo come i Cream, formati da Eric Clapton solo pochi giorni prima. Questa cosa diede origine alla famosa battuta di Keith Moon oppure di John Entwistle, a seconda della persona a cui si chiede, secondo cui il nuovo progetto sarebbe stato accolto come un “Lead Zeppelin". Ma era destino che non dovesse andare in questo modo. Page e Jones avrebbero formato i Led Zeppelin due anni dopo con Robert Plant e John Bonham.



Beck disse di Jimmy Page: "Mi sono innamorato del modo di suonare di Jim perché parlavamo la stessa lingua. Volevamo ottenere il massimo dallo studio, infrangendo le regole, come usare lo slap echo, fare tutte le cose che non erano permesse."

Il brano si ispirava al brano orchestrale 'Boléro' del 1928 del compositore francese Maurice Ravel, ben modificato da Beck con tutta una serie di riff. Così facendo, creò un sound che avrebbe contribuito a plasmare il primo movimento hard rock e heavy metal del decennio successivo, grazie alla sua strabiliante cacofonia di chitarre distorte. Lo stesso Beck una volta dichiarò che il brano conteneva "il primo riff heavy metal mai scritto e l'ho scritto io", anche se a ben guardare, le sue origini non sono così semplici da definire.

I crediti originali furono attribuiti a Beck, ma Page lo contestò immediatamente, con il risultato che il suo nome venne registrato come unico autore. Entrambi i chitarristi concordarono sul fatto che fosse stato Page a ideare accordi e ritmi, ma Beck riteneva di aver dato anche lui un contributo significativo all'arrangiamento.

Il ricordo di Jimmy Page in un'intervista del 1977 alla rivista Guitar Player, tuttavia, era un po' diverso. "Per quanto riguarda il 'Bolero'... il brano era pronto, poi il produttore scomparve. Lui (Simon Napier-Bell, ndr) non si fece più vedere; semplicemente non tornò, lasciò me e Jeff a fare tutto. Jeff suonava e io ero in pausa. E anche se dice di averlo scritto lui, l'ho scritto io. Ci suono la 12 corde. Beck si occupa delle parti slide, e io fondamentalmente gioco intorno agli accordi. L'idea è nata attorno al 'Bolero' di Maurice Ravel. C'è molta drammaticità, è venuta fuori bene. Era anche una buona formazione, con Keith Moon e gli altri."

Jeff Beck in seguito ammise: "No, non mi è stato attribuito il merito di essere l'autore, ma nel corso degli anni si vince e si perde qualcosa."

Il “Bolero” venne registrato durante le sedute che si tennero agli IBC Studios di Londra il 16 e 17 maggio 1966, ma il brano non fu pubblicato fino all'anno successivo, come lato B del singolo di debutto di Beck, “Hi Ho Silver Lining”. La canzone venne inclusa anche nel primo album solista di Beck, “Truth”, pubblicato nel 1968, che vedeva il chitarrista affiancato da Rod Stewart alla voce, Ronnie Wood al basso e Micky Waller alla batteria.



Beck in una intervista sottolineò come un incidente durante la registrazione abbia contribuito. "Si sente Moon urlare a metà del disco, sopra una pausa della batteria. Se si ascolta dopo la pausa di batteria, si sente solo il suono dei piatti, perché ha fatto cadere il microfono! Meraviglioso!". Anche per Jimmy Page, questo è stato senza dubbio uno dei momenti più memorabili del processo di registrazione. "Lo si sente urlare, poi colpire il microfono, e da lì si sentono solo i piatti. La canzone continua. È stato piuttosto divertente."

“Hi Ho Silver Lining” finì per diventare il più grande successo di Jeff Beck, ma il suo lato B era infinitamente più innovativo. Gettò infatti le basi per la musica più pesante con chitarra che arrivò nel decennio successivo.

(Articolo originale su Rockol.it)

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