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Ditonellapiaga, a Sanremo con irriverenza: "Viva le vere baddies"

20.02.2026 Scritto da Elena Palmieri

Che fastidio!”, un'esclamazione che traduce un forte senso di insofferenza o irritazione, che per Ditonellapiaga diventa il titolo del brano che presenta in gara a Sanremo 2026. E che diventa, in qualche modo, anche uno slogan. In questo modo la cantautrice, all'anagrafe Margherita Carducci, classe 1997, chiarisce fin da subito che il suo nuovo percorso al Festival è "all'insegna dell'irriverenza, dell’ironia e della teatralità". Per l'artista è un ritorno all'Ariston a distanza di quattro anni dalla prima partecipazione a Sanremo con il brano "Chimica" in duetto con Donatella Rettore, e dopo tre anni dal passaggio come ospite dei Colla Zio per "Salirò". A differenza del suo debutto all'Ariston, questa volta Margherita arriva da sola, con l'intenzione di portare sul palco la sua "identità musicale e contenutistica" che, come il suo nome d'arte, nato per essere  fastidioso, ironico, pungente, può essere "divisivo".

"Io sono estremamente concentrata", racconta Ditonellapiaga alla stampa, pochi giorni prima della sua partenza per Sanremo: "Sono anche molto tranquilla, in questo momento. Un po’ di strizza mi è venuta, però sono molto contenta e grata di avere la possibilità di essere su questo palco con un brano che ho scritto, e che non mi aspettavo sarebbe arrivato sul palco dell’Ariston". A proposito delle aspettative legate al suo brano "Che fastidio!", che si sono alzate dopo gli ascolti in anteprima riservati ai giornalisti, la cantautrice aggiunge: “Penso sia un brano un po' divisivo. Quando sono uscite le pagelle e i commenti della stampa, non mi aspettavo un percepito così positivo. Non perché sminuisca il mio lavoro, però mi ha veramente colpita. Sono consapevole del fatto che queste aspettative potrebbero ribaltarsi: ho un po' paura del fatto che attualmente c'è stato questo racconto positivo attorno al mio brano, poi vado sul palco e magari la gente dice: ‘Che schifo!’. Speriamo non succeda. Non nego un po’ di ansia legata a questa aspettativa che si è creata”.

L'incontro con i giornalisti offre quindi a Ditonellapiaga di raccontare la genesi, il significato e la direzione musicale di “Che fastidio!”, scritto da lei stessa insieme a Edoardo Castroni, Edoardo Ruzzi e Alessandro Casagni. Sulla nascita del pezzo, Margherita ha svelato: “Questo brano nasce da uno sfogo che ho avuto dopo una discussione con i miei discografici, una discussione che ha poi portato a un epilogo positivo”, racconta la cantautrice, prima di specificare:

In merito al testo della canzone, Ditonellapiaga racconta poi: “Tratta di un senso di alienazione, di costrizione verso dei rituali sociali, delle formalità che a volte ci stanno strette. Secondo me è un brano estremamente autoironico perché tutte le cose che elenco, quasi tutte, le faccio e ne faccio parte. Al di là di alcuni riferimenti, è tendenzialmente un brano che parla del mondo che mi circonda e del modo in cui io vivo la socialità. Vorrei che non venisse preso con arroganza o con cattiveria, perché è un brano estremamente simpatico".

Un passaggio del testo accosta “giornalisti” e “perbenisti” nell’elencare situazioni che le danno fastidio. Quando le viene chiesto un chiarimento, Ditonellapiaga sottolinea: “Era principalmente una questione di rima. Però volevo focalizzarmi principalmente sui perbenisti e sul perbenismo, nel senso di non prendere posizione, per paura di esporsi troppo, per paura di essere divisivi e di venire attaccati. Penso che bisogna avere il coraggio di prendere posizione, ovviamente, sempre rimanendo rispettosi ed educati”.

Sul palco dell'Ariston “Che fastidio!” arriverà in una versione riarrangiata con l'orchestra da Carolina Bubbico. "È un brano che mai mi sarei aspettata di portare sul palco, per di più suonato da un'orchestra", svela Margherita: "Ma è veramente magistrale il lavoro che ha fatto Carolina Bubbico, perché ha preso un pezzo e l'ha elevato. Quando lo sento suonato mi dà una forza che lo porta un po' lontano da quella che è la sua natura da club, però ne esalta l'energia e veramente aver avuto la possibilità di lavorarlo con lei è bellissimo perché ha fatto un lavoro molto difficile, costruire una partitura per l'orchestra su un brano così elettronico non è affatto facile e lei ha fatto un lavoro egregio".

In merito al possibile riferimento a “Nuntereggae più” di Rino Gaetano riconoscibile in “Che fastidio!”, Margherita racconta: “Onestamente, il brano di Rino Gaetano - pur conoscendolo molto bene - non è stato l’ispirazione della mia canzone per Sanremo. Però, la prima persona che mi ha detto che ‘Che fastidio!’ le ricordava ‘Nuntereggae più’ è stata Donatella Rettore, a cui ho fatto sentire il mio pezzo qualche mese fa prima degli ascolti della stampa. Mi piace che il mio brano venga recepito come una sorta di versione 2.0 di quello di Rino Gaetano. Ma, con tutto il rispetto, non vuole esserlo. È possibile riconoscerci delle somiglianze e ovviamente ne sono contenta che vengano notate”.

Nella serata delle cover e dei duetti, Ditonellapiaga ha scelto di portare in coppia con l’ospite TonyPitony, tra gli artisti più chiacchierati del momento, una reinterpretazione di "The Lady is a tramp", un celebre standard musicale del 1937 composto da Rodgers e Hart per il musical ‘Babes in arms’, noto soprattutto per le interpretazioni di Frank Sinatra ed Ella Fitzgerald. Sulla scelta della cover, la cantautrice riporta la genesi della decisione alla versione realizzata da Lady Gaga in duetto con Tony Bennet per l'album “Duets II” del 2011. Sulla scelta della collaborazione, Margherita narra:

Continua: “Io avevo l'esigenza di fare una cosa poliedrica dal punto di vista della performance. E musicalmente molto diversa dal mio brano in gara. Volevo fare una cosa che fosse in contrasto con 'Che fastidio!', un brano dance che porto. Inoltre, volevo conoscere TonyPitony. Non si può troppo parlare della sua figura, non devo dire niente su di lui o com'è nella vita. Però conoscerlo e poterci lavorare mi ha fatto proprio bene, perché ci siamo trovati molto complici nel modo in cui approcciare le cose teatrali, performative, divertente. Lui ha tanto gusto musicale e tantissima padronanza vocale - un elemento che per me era fondamentale, perché volevo lavorare con un performer che potesse mettermi anche in difficoltà”.

Quando le viene chiesto della possibilità del pubblico di notare una certa "contraddizione" della scelta di TonyPitony, Ditonellapiaga risponde: “Io penso che ognuno abbia la propria sensibilità; quindi, ci sono persone che ovviamente si possono sentire diciamo più, non ferite, però sicuramente che possano non apprezzare i suoi testi. Io trovo che la sua produzione artistica sia chiaramente ironica ed è, per me, da considerare al pari di un Checco Zalone”. Incalzata a riflettere sul fatto che TonyPitony non abbia voluto esporsi su questioni come il "femminismo", nonostante i suoi testi, Margherita ha sottolineato: “Io non sono qui a rispondere delle cose per cui non si è esposto o si è esposto lui. Io credo che la sua produzione debba essere presa come un ridere di lui, e non un ridere con lui, come può essere presa la produzione di Checco Zalone. Nel momento in cui Checco Zalone dice ‘Gli uomini sessuali sono gente tali e quali come noi’, per quanto mi riguarda è evidente che stiamo parlando di una persona che sta facendo satira su un personaggio, un troglodita. Quindi io lo prendo così, però capisco che le sensibilità siano ovviamente diverse. Resta il fatto che comunque sul palco dell'anno scorso ci sono state persone che hanno detto certe cose, ma seriamente. Secondo me, è da sottolineare il fatto che lui sia molto ironico, che sia un personaggio caricaturale delle contraddizioni della nostra società. Io la vedo così, però questo non mette ovviamente in discussione il fatto che ci sono persone che hanno sensibilità diverse e non a tutti possano dire la stessa cosa”.

Anche per questo, Ditonellapiaga torna all'Arisotn facendo parte di quella scia di nuove cantautrici che stanno dimostrando quanto le ragazze toste riescano a farsi sentire, e la domanda che arriva quasi inevitabile, è: "Quanto danno fastidio queste ragazze toste?". La risposta immediata di Margherita è:

La cantautrice articola così la sua risposta: "Io penso che il mio 'dare fastidio' parta già dal nome. Non vi nego che a un certo punto sia stato anche un problema: la mia immagine di ragazza carina - così mi dicono - sorridente, purtroppo non combacia con un nome del genere, che spesso viene percepito come respingente, soprattutto se a portarlo è una donna. Quello che mi sono ritrovata a vivere è stata, a volte, una certa chiusura, una difficoltà ad essere davvero aperti rispetto a un progetto come il mio, che di sicuro non è un progetto 'educato'. Non penso di essere neanche la più 'strong' delle 'punkabbestia', per carità, però mi rendo conto di avere un’irriverenza e di portare una proposta che non è contenutisticamente ben pettinata – esteticamente sì. Questa partecipazione con questo brano, secondo me, testimonia proprio il fatto che ci sia bisogno di proposte diverse. E la scelta di sposare ancora di più il mio nome, invece di andare in contrasto, cercare di smussarlo, di addolcirlo e di addolcirmi, è stata molto consapevole. E anche faticosa. Lo racconto senza problemi: a un certo punto è stato messo in discussione il mio nome d'arte. C’è stato un momento in cui si è persino pensato di cambiarlo. Per me è una follia: come dovrei chiamarmi? Margherita Carducci improvvisando con la chitarra che nemmeno suono? Era un momento di grande confusione in cui cercare di aderire a un modello che non sono, e non sarò mai - un modello più 'educato', musicalmente parlando - mi faceva stare male. E poi, tra l’altro, non avrebbe funzionato. Non sarebbe stata una scelta giusta. Credo che oggi la gente abbia bisogno di qualcosa di nuovo, di diverso e soprattutto di autentico. Non funzionerà mai essere qualcosa che non sei, a meno che non sia una scelta consapevole e dichiarata dentro il tuo progetto".

Inevitabile, inoltre, una domanda sulla sua eventuale partecipazione o no all'Eurovision in caso di vincita al Festival: "Il mio più grande obiettivo del 2026 era prendere la patente, e l'ho fatta. Ora c'è Sanremo", risponde Ditonellapiaga: "Al dopo, eventualmente, non ci devo nemmeno pensare - anche perché penso porti anche un po' sfiga. Io non penso che arriverò mai neanche nella cinquina. Quindi in questo momento mi sto concentrando sul Festival. Però, se mai dovesse accadere, anche se so che non succederà, ci penserò".

Ad anticipare la partecipazione di Ditonellapiaga al Festival e ad inaugurare la sua nuova fase artistica sono arrivati il nuovo singolo "Sì lo so” e l'annuncio dell'uscita il prossimo 10 aprile del terzo album in studio “Miss Italia”. Anticipando cosa aspettarsi dal suo prossimo progetto discografico, e dal suo ritorno nei club con due concerti in programma il prossimo 27 novembre all’Atlantico di Roma e il 30 novembre al Fabrique di Milano, la cantautrice racconta poi:


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