Questo venerdì verrà pubblicato "To whom this may concern" il sesto album di Jill Scott che giunge a oltre dieci anni di distanza dal precedente "Woman", uscito nel luglio del 2015. Una pausa piuttosto lunga che la 53enne musicista nata a Philadelphia - non a caso è stata soprannominata “Jilly from Philly” - in un video pubblicato un paio di mesi orsono ha così motivato questo lasso di tempo: "Il mio processo funziona più o meno così: aspetto di essere ispirata. E questo richiede tempo e pazienza finché le parole non escono a fiotti dalla mia bocca".
Il ritorno di Jill Scott farà felici quanti hanno a cuore sonorità raffinate in cui jazz, soul e hip hop, vanno a braccetto l'una con l'altra. Jill dopo essere stata corista della regina del 'neo-soul' Erykah Badu - così venne battezzata al tempo del suo album d'esordio "Baduizm" nel 1997 – debuttò, praticamente dal quasi nulla nel 2000, con un disco intitolato, non per niente, “Who is Jill Scott? Words and sounds vol.1” (leggi qui la recensione). Un primo album di ottima qualità che entrò nella Top 20 della classifica di vendita americana e si meritò niente meno che tre nomination ai Grammy Awards del 2001 nelle categorie: 'Best new artist', 'Best R&B album' e 'Female R&B Vocal Performance' per la canzone "Gettin' in the way".
Jill entrò quindi nel circuito musicale dalla porta principale e si confermò regina dell'R&B a stelle e strisce anche con i seguenti album. "Beautifully Human: Words and Sounds Vol. 2" (2004) raggiunse la terza posizione della classifica, mentre "The Real Thing: Words and Sounds Vol. 3" (2007) si fermò alla quarta piazza. Il successivo "The Light of the Sun" (2011) colpì il bersaglio nel centro e riuscì a conquistare la cima della graduatoria, prodezza replicata con "Woman" (2015).
Il flirt con i Grammy avuto con il primo album non fu un isolato exploit, proseguì con altre nomination e tre premi. Nel 2005 se lo aggiudicò nella categoria 'Best Urban/Alternative Performance' grazie alla canzone "Cross my mind" (inclusa nell'album "Beautifully Human: Words and Sounds Vol. 2"), sempre nella stessa categoria si impose nel 2008 per il suo feat. nella canzone "Daydreamin'" interpretata con Lupe Fiasco (inclusa nell'album di Lupe Fiasco del 2006 "Lupe Fiasco's Food & Liquor" (leggi qui la recensione) mentre, nel 2007, primeggiò nella 'Best Traditional R&B Performance' con il brano "God Bless the Child", cover di Billie Holiday, realizzata insieme a George Benson e Al Jarreau.
In questi ultimi dieci anni Jill Scott non è certo rimasta con le mani in mano, ha infatti collaborato con vari musicisti, tra questi si possono citare Alicia Keys, Kehlani, Ty Dolla Sign e Tyla. La sua attività dal vivo non si è mai praticamente interrotta, a parte nel 2020 e 2021 a causa della pandemia. Nel nostro paese (fonte setlist.fm) Jill non si è mai esibita e, a dire il vero, anche le puntate in Europa sono state piuttosto rare.
L'uscita del nuovo album, "To whom this may concern", è stata anticipata, lo scorso mese, dalla pubblicazione dei singoli "Beautiful People", "Pressha" e "Don't Play (with it)". In una sessione di domande e risposte con i fan, patrocinata dal quotidiano britannico The Guardian, di sé e della sua musica ha detto: "Non sono Nina Simone, anche se rispetto quel tipo di lavoro. Mi piacerebbe che le persone leggessero i miei testi e ascoltassero l'opera dall'inizio alla fine. Sto ancora scoprendo chi è Jill Scott, ma come un buon pasto, ci vuole tempo."
Sempre a proposito di "To Whom This May Concern", e sempre rispondendo alla domanda di un fan, la musicista di Philadelphia ha replicato: "Non credo si possa creare arte senza avere una vita nel mezzo e c'erano dei motivi per apportare cambiamenti importanti. Ho escluso alcune persone dalla mia vita, alcune idee... Prestando attenzione ai social media vedo che la gente è sempre più arrabbiata. Ci sono molte ragioni per questo e molto di ciò che sta accadendo è inquietante, ma volevo presentare una rivoluzione privata. Deriva in parte dalla mia esperienza di vita, ma anche dal notare che le persone scelgono l'estetica piuttosto che il carattere o la coerenza."
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