News

De Gregori: come riappropriarsi dello spazio della musica live

22.10.2026 Scritto da Gianni Sibilla

“Sento molti concerti che somigliano a dei dischi, con sequenze pre-registrate, questo è un disco che somiglia a un concerto. Io gli album dal vivo li faccio da sempre”, ci aveva tenuto a precisare De Gregori lo scorso maggio, quando venne annunciato questo disco. Che non aveva ancora una forma, una scaletta - ma un’idea sì. Quella di documentare un progetto preciso, una “residenza” in un teatro della periferia di Milano a suonare le canzoni minori, di fronte a 200 persone. L’esatto opposto dei megatour sold out con visual, grandi produzioni e le “hit” una in fila all’altra: “Vedo che anche sui giornali si tende a parlare sempre di chi riempie gli stadi, di chi riempie i palazzetti” Questi miei concerti vorrebbero essere un controcanto a questa rincorsa ai grandi numeri”, aveva raccontato.

Poi quella presentazione deviò, si parlò di politica e si innescò una catena di commenti sul perché un cantante dovrebbe o non dovrebbe parlarne. L’uscita di De Gregori non fu felicissima o venne travisata? Fatto sta che nelle settimane successive, sull’onda di quelle dichiarazioni una domanda sul tema veniva fatta a ogni cantante. Era la nuova versione di “andrai a Sanremo l’anno prossimo?”, domanda di rito che in quel periodo non si poteva fare perché il festival era ancora lontano.

Con l’uscita di questo album si torna alla musica, in anticipazione del ritorno di De Gregori in teatro, dopo qualche mese passato a celebrare "Rimmel" tra palazzetti e club tra fine 2025 e inizio 2026. Questi giorni a Roma, dove questa idea prese la prima forma nel 2019, poi dal 25 novembre si ritorna all’Out-Off di Milano.
“Nevergreen (Perfette sconosciute)” è uno di quei dischi dal vivo che hanno un senso: documenta un'idea precisa di concerto e di musica, con una selezione di 17 canzoni meno conosciute del repertorio di De Gregori, suonate da una band formidabile.

Il disco si apre con due voci fuori campo che parlano di accendere le luci quasi a ricordarci che siamo in un teatro. Poi parte “Il fischio del vapore”, che più di 20 anni fa diede il titolo al disco con Giovanna Marini. Voce, organetto e fisa, musica popolare su cui si innesta poco dopo la band e il suono si riempie: chitarre, organo Hammond, momenti acustici e altri decisamente più rock. Una band di sette elementi, guidata da Guido Guglielminetti, che suona con una naturalezza e una compattezza impressionanti. Quello a cui avevo assistito nell'ottobre del 2024, alla prima delle venti serate al Teatro Out Off, era stato musicalmente uno dei concerti italiani più belli che avessi visto negli ultimi anni. Questo disco restituisce la bellezza di quel suono.

Inevitabilmente, “Nevergreen” è una selezione: nelle venti serate milanesi De Gregori cambiava scaletta ogni sera e rispetto al concerto a cui avevo assistito, nel disco ce ne sono relativamente pochi. Manca, purtroppo, la versione rock-blues di “Caldo e scuro”, che ricordo come uno dei momenti più intensi della serata. Manca “Cercando un altro Egitto”, con le sue chitarre elettriche. E manca anche “Il cuoco di Salò”, uno dei brani centrali di quella serata.

Ci sono invece “L'uccisione di Babbo Natale”, “Numeri da scaricare”, “I matti” e “San Lorenzo”: canzoni che raccontano storie e personaggi, spesso sullo sfondo della Storia con la S maiuscola, una parte importante del repertorio di De Gregori, anche se meno frequentata nei concerti. Brani che non hanno perso nulla della loro forza, anzi, che in queste versioni sembrano acquistare una nuova vita. 

Ci sono canzoni come “Cose”, “A Pa'”, “Vai in Africa, Celestino!” o “Due zingari”, a comporre una scaletta che attraversa epoche diverse senza seguire un ordine cronologico. Sono rimasti fuori anche gli evergreen, quelli che alla fine dei concerti arrivavano comunque, nonostante le premesse: “Rimmel”, “Buonanotte fiorellino”, “Generale”. E va bene così: inserirli avrebbe in qualche modo contraddetto l'idea stessa del progetto.
Discorso analogo per ospiti e cover: durante le serate sul palco dell'Out Off erano passati diversi artisti, da Gianna Nannini a Pacifico, da Jovanotti a Elisa. Erano momenti spesso divertenti, quasi degli esperimenti, giochi tra amici e colleghi che De Gregori si concedeva nella libertà di quei concerti. Alcuni sono finiti nel film di Stefano Pistolini, tratto dalle stesse serate. Ma inserirli nel disco avrebbe spostato l'attenzione, trasformandolo in qualcosa di più simile ai tanti album dal vivo che vengono pubblicati normalmente, con ospiti e duetti a fare da richiamo.

L'unica eccezione è nel finale, con una cover che offre una possibile chiave di interpretazione. Assieme Zucchero De Gregori canta “Everybody's Talkin'”, la canzone di Fred Neil resa celebre da Harry Nilsson. Sembra quasi un commento (in)volontario a quello che era successo dopo quella conferenza stampa. “Everybody's talking at me”, canta il testo: “Everybody's talking at me/I don't hear a word they're saying/Only the echoes of my mind”

In fondo, con “Nevergreen” De Gregori ribadisce la sua idea: a parlare deve essere soprattutto la musica. Si può essere d'accordo o no - ma quando la musica è questa, c'è davvero di che ascoltare.


Disclaimer:

Questo articolo è stato realizzato e pubblicato da Rockol.it ed i suoi contenuti sono integralmente forniti da Rockol, che ne assume ogni responsabilità editoriale. Il presente sito si limita a ospitare il contenuto in modalità non indicizzata e non è in alcun modo coinvolto nella produzione, redazione o approvazione dei materiali pubblicati.

Rock Online Italia (Rockol) è una testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Milano: Aut. n° 33 del 22 gennaio 1996.

Immagini e diritti

Rockol:

  • utilizza esclusivamente immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali ("for press use") da case discografiche, management artistici e uffici stampa /P.R;
  • impiega le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, e solo a corredo dei propri contenuti informativi;
  • accetta unicamente fotografie non esclusive, destinate alla pubblicazione su testate giornalistiche, e comunque libere da vincoli di utilizzo;
  • pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse da fotografi dei quali viene indicato il copyright

Segnalazioni

Eventuali segnalazioni relative a immagini non conformi a quanto sopra descritto possono essere inviate a webmaster@rockol.it
Provvederemo a effettuare una rapida valutazione e, ove necessario, alla tempestiva rimozione del materiale.

Per consultare l'articolo nella sua versione originale, visita questo link

(Articolo originale su Rockol.it)

condividi