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David Bowie: domani lo speciale su "The Man Who Sold The World"

03.11.2025 Scritto da Franco Zanetti

Domani pubblicheremo su Rockol un inserto speciale su “The man who sold the world”, l’album di David Bowie uscito 55 anni fa, con le schede analitiche di tutte le canzoni del disco.

“The Man Who Sold the World” è il terzo album in studio di David Bowie, pubblicato il 4 novembre 1970 nel Regno Unito e il 9 dicembre dello stesso anno negli Stati Uniti per la Mercury Records, con la produzione di Tony Visconti. L’opera segna una svolta decisiva nella carriera del musicista inglese, che abbandona le sonorità folk e psichedeliche del precedente Space Oddity per abbracciare un suono più duro e complesso, vicino all’hard rock e al proto–glam. Registrato ai Trident Studios e agli Advision Studios di Londra nella primavera e nell’estate del 1970, il disco vede Bowie affiancato da Mick Ronson alla chitarra, Tony Visconti al basso e Mick Woodmansey alla batteria: questa formazione costituirà il nucleo degli Spiders from Mars, la futura band di “Ziggy Stardust”. Le nove tracce che compongono l’album, tutte scritte da Bowie, sviluppano temi oscuri e introspettivi come la follia, l’alienazione, la doppia identità, il potere e la decadenza, riflettendo l’interesse dell’autore per la psicologia, la filosofia e la fantascienza. Tra i brani spiccano “The Width of a Circle”,” All the Madmen”, “After All” e la title track “The Man Who Sold the World”, che diventerà celebre anche grazie alla reinterpretazione dei Nirvana nel 1993. Al momento della pubblicazione, l’album ricevette recensioni contrastanti ed ebbe un successo commerciale limitato, ma è stato in seguito riconosciuto come uno dei momenti chiave dell’evoluzione artistica di Bowie, un punto di passaggio tra la sperimentazione degli esordi e la piena affermazione del suo stile teatrale e androgino. La copertina della prima edizione britannica, che ritrae Bowie sdraiato su un divano vittoriano indossando un abito da donna di satin in una posa languida, contribuì a consolidare la sua immagine provocatoria e ambigua, mentre la versione americana presentava un’illustrazione più convenzionale in stile fumetto. Oggi “The Man Who Sold the World” è considerato un lavoro fondamentale, non solo per la maturazione del linguaggio musicale di Bowie ma anche per l’influenza esercitata sul rock degli anni successivi, anticipando le sonorità e le tematiche che caratterizzeranno la stagione del glam e l’identità mutante dell’artista.

(Articolo originale su Rockol.it)

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