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Da Ozzy a Dave Grohl: le collaborazioni di Lemmy Kilmister

28.12.2025 Scritto da Elena Palmieri

C’era qualcosa di inconfondibile nel modo in cui Lemmy Kilmister si muoveva tra la vita e la musica, con quella voce ruvida, il basso veloce e il microfono sistemato in alto, insieme a un sorrisetto che prometteva guai, una sigaretta tra le labbra e - almeno fino al 2013, quando per motivi di salute ha dovuto rallentare questa sua abitudine - una bottiglia di Jack Daniel's a portata di mano. Oggi, 28 dicembre, in occasione del decimo anniversario della scomparsa dell’iconico frontman dei Motörhead, Rockol dedica uno speciale a Lemmy Kilmister con un “mixtape” (disponibile a questo link), per ricordare non solo il musicista immortale, ma anche l'icona che è stato per molti, l'amico di tanti e il collaboratore instancabile di un universo rock che non conosce confini. Perché Lemmy, al di là dei baffi e del cappello con teschi e ossa incrociate, ha lasciato la sua impronta ovunque si sia seduto, ovunque abbia appoggiato il basso o incrociato la voce con altri artisti, sempre pronto a sovvertire le aspettative e a mischiare caos e magia sonora.

Tra tutti i suoi compagni di viaggio, spicca la lunga e fraterna amicizia con Ozzy Osbourne, con il quale la musica si è trasformata in un legame che trascendeva il tempo e lo spazio. Tra le pubblicazioni più recenti, i due si ritrovati nel 2021 in un’inedita versione animata di "Hellraiser", inclusa nella riedizione per i trent’anni di "No more tears" del frontman dei Black Sabbath - scomparso solo lo scorso 22 luglio. Nel video, prodotto da Hey Beautiful Jerk e diretto da Mark Szumski e Gina Niespodziani, Ozzy e Lemmy si ritrovano al leggendario Rainbow Bar & Grill di Sunset Boulevard, circondati da amici, prima di essere catapultati in un mondo post-apocalittico dove combattono le forze del male, come in un fumetto vivente. “Sono davvero felice che siamo stati in grado di onorare il mio caro amico Lemmy con questo duetto e ora il video”, aveva dichiarato al tempo dell'uscita Osbourne, immortalando un legame che nemmeno la morte ha potuto interrompere. Anche i Motörhead  incisero una loro versione di "Hellraiser" per l'album del 1992, "March ör Die".

Hellraiser non è stata l’unica collaborazione tra Ozzy e Lemmy, che scrisse i testi di quattro brani proprio l’album "No more tears" del 1991, incluso il celebre "Mama, I’m coming home", una ballad che mostra il lato più introspettivo di Ozzy, che ha eletto il pezzo a sua canzone preferita e diventata un pilastro del suo repertorio, eseguita anche nel suo set finale di addio, “Back to the Beginning”. Lemmy ricordava: “"Ozzy mi ha mandato un nastro con un brano per cui voleva un testo. Credo che mi abbia dato solo il titolo. Sono bravo in questo modo, perché è così che scrivo le canzoni: mi invento un titolo e poi ci scrivo la canzone attorno. Più tardi, Ozzy e io stavamo facendo interviste insieme a questo festival e un tizio ha chiesto a lui: 'La canzone Mama, I'm coming home è la cosa più personale che tu abbia mai scritto. È stata una grande rottura?'. E Ozzy ha risposto, 'L'ha scritta lui!'”.

Tra gli altri artisti con cui Lemmy ha collaborato, c'è anche Dave Grohl, ad esempio, con cui il frontman dei Motörhead aveva stretto un legame fatto di rispetto e fascinazione reciproca. Grohl, che fin da bambino ha eletto Kilmister come uno dei suoi idoli assoluti, lo ha definito senza mezzi termini "un vero eroe del rock ’n’ roll, una leggenda vivente”, presentando il suo contributo al libro "No Remorse: The Illustrated True Stories Of Lemmy Kilmister And Motörhead" del 2024. Dave e Lemmy non hanno unito le forze solo per il progetto Probot del 2004, nato dal desiderio del frontman dei Foo Fighters di riunire le voci che avevano formato il suo immaginario metal. Grohl e Kilmister hanno collaborato insieme anche per il disco natalizio "We Wish You a Metal Xmas and a Headbanging New Year", che includeva la loro cover di "Run Rudolph Run" (qui l'approfondimento) con Lemmy alla voce, Dave alla batteria e Billy Gibbons degli ZZ Top alla chitarra.

Lemmy si muoveva con la stessa naturalezza tra punk, metal e rock classico. Nel corso della sua avventura musicale Lemmy Kilmister si è ritrovando a fare da roadie in alcuni concerti inglesi di Jimi Hendrix grazie a Noel Redding, ha suonato con i Plasmatics di Wendy O. Williams, con cui - tra le altre cose - registrò "Stand by your man". La stima di Kilmister nei confronti dei Ramones, poi, era sconfinata, per cui firmò il mix del pezzo "Go Home Ann" e dedicò "R.A.M.O.N.E.S." pubblicato nell'album "1916" dei Motörhead del 1991.

Dal trio rockabilly Head Cat che formò per il suo amore per la musica dei primi anni ’50, Lemmy giocò per tutta la sua carriera con l’imprevedibile, mischiando stili e mondi, senza mai perdere la propria identità, arrivando a collaborare anche con Samantha Fox, con cui tentò di reincidere "Love hurts", originariamente scritta per gli Everly Brothers e resa famosa dai Nazareth nel 1975, oltre che a voler creare una versione heavy metal di Dolly Parton e Kenny Rogers arrivando anche a scrivere un brano originale "Beauty and the beast", purtroppo mai pubblicato. Molte furono anche le occasioni che videro Lemmy insieme ai Damned, ma anche con Slash ospite nell'album dei Motörhead "March ör Die" del 1992 nei brani "I ain’t no nice guy" con anche Ozzy Osbourne e "You better run". Lemmy ricambiò poi il favore suonando e cantando in un pezzo del chitarrista dei Guns N' Roses, "Dr Alibi", del 2010.


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