Nella loro Vasco-teca, i fan del rocker di Zocca devono fare spazio a un nuovo mega-cofanetto che celebra un altro album iconico del Komandante. Dopo “Non siamo mica gli americani”, “Siamo solo noi”, “Vado al massimo”, “Bollicine” e “Va bene, va bene così”, ora tocca a “Cosa succede in città”. L’album del 1985 torna nei negozi ristampato e rimasterizzato per la serie “40RPlay”, in occasione del qurantesimo anniversario dalla sua uscita. Il cofanetto contiene l’album rimasterizzato dai nastri originali, un inedito (ovvero una nuova versione di “Bolle di sapone”, uno dei nove brani originariamente inclusi nel disco), un libro-intervista a Vasco Rossi a cura di Gianni Poglio con oltre 100 pagine di foto esclusive ed inedite dell’epoca e una card per accedere ai contenuti esclusivi.
La nuova rimasterizzazione
“Cosa succede in città” fu rimasterizzato già nel 2016 dalla Fonè. Stavolta i missaggi dai nastri originali multi-traccia sono stati curati da Maurizio Biancani, già co-produttore e ingegnere del suono dell’album nel 1985. L’intervento tecnico fa emergere dettagli che erano rimasti un po’ sommersi dalla patina del tempo: il sax (a partire da quello, suonato da Rudy Trevisi, che apre “Cosa c’è”, il primo brano del disco, e che spalanca le porte al mondo di “Cosa succede in città”), le linee di basso (meno aggressive che nei precedenti dischi del rocker), le tastiere, tutto suona più presente, più vivo. È un’occasione per (ri)ascoltare il disco con orecchie nuove, anche per chi lo conosce a memoria, ricollocandolo all’interno della discografia di Vasco.
Il background del disco
“Cosa succede in città”, che arrivò due anni dopo “Bollicine” e due anni prima di “C’è chi dice no”, è un album ibrido, figlio di una fase molto particolare della vita di Vasco, non ancora il re degli stadi che conosciamo oggi - al primo concerto a San Siro mancano ancora cinque anni - ma già un fenomeno della cultura pop italiana. I giovani lo amano: di quella «generazione di sconvolti senza santi né eroi» che segna gli Anni ’80 è il perfetto cantore. Per lui fanno le code fuori dalle discoteche e dai negozi di dischi non appena esce un suo ellepì. Ma in un'Italia ancora bacchettona e moralista per i media il Blasco è un modello negativo, diseducativo. Le opinioni sulla sua figura si erano polarizzate ulteriormente un anno prima dell’uscita del disco, quando il 20 aprile del 1984 la voce di “Vita spericolata” era finita dietro le sbarre. Due carabinieri gli si erano avvicinati in una discoteca di Bologna, poi insieme a lui si erano recati a Casalecchio di Reno, dove viveva e suonava con la sua band - quella del 1985 comprende Maurizio Solieri e Massimo Riva alle chitarre, Claudio Golinelli al basso, Lele Melotti alla batteria, Ernesto Vitolo al pianoforte, Fio Zanotti ai sintetizzatori - dentro a un capannone. Il rocker aveva consegnato agli agenti ventisei grammi di cocaina in proprio possesso. Portato nel carcere di Pesaro, aveva trascorso in prigione 22 giorni, di cui 5 in isolamento. Un’esperienza, quella del carcere, che nei mesi successi avrebbe ispirato i testi di “Cosa succede in città”. «Certo che sei un bel fenomeno anche tu a farti prendere così», canterà Vasco in “Cosa c’è”, scritta pochi giorni dopo essere tornato in libertà.
Perché è un album chiave
Individualismo, maleducazione, culto della ricchezza, confusione e perbenismo: sono questi i temi portanti delle canzoni, tra disillusione e nuova consapevolezze. Quello di canzoni come “Toffee”, “Domani sì, adesso no”, “T’immagini”, “Dormi, dormi” è un Vasco più maturo, che nel pieno dei trent’anni racconta non solo la sua voglia di riscatto ma le inquietudini di una generazione, in un’Italia che si crogiola nel boom edonistico televisivo e consumista. A livello di sonorità e atmosfere tutto questo si traduce in un disco meno ruvido di “Colpa d’Alfredo” e “Siamo solo noi”. E meno impulsivo. Gli arrangiamenti mettono al primo posto le tastiere e i sax, con qualche eco elettronico, ma senza la patina pop sintetica degli Anni ’80. Vasco è meno attento alla provocazione e più propenso alla narrazione di quello che gli sta accadendo dentro e intorno. In questo senso, “Cosa succede in città” anche a livello di suoni e di atmosfere rappresenta il ponte tra la sfrontatezza dei primi Anni ’80 e la maturità artistica della fine del decennio. È il disco che segna l’inizio del Vasco autore “maturo”, quello che unisce il rock alla confessione emotiva: subito dopo arriveranno lo stesso “C’è chi dice no” e, soprattutto, “Liberi liberi”.
Disclaimer:
Questo articolo è stato realizzato e pubblicato da Rockol.it ed i suoi contenuti sono integralmente forniti da Rockol, che ne assume ogni responsabilità editoriale. Il presente sito si limita a ospitare il contenuto in modalità non indicizzata e non è in alcun modo coinvolto nella produzione, redazione o approvazione dei materiali pubblicati.
Rock Online Italia (Rockol) è una testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Milano: Aut. n° 33 del 22 gennaio 1996.
Immagini e diritti
Rockol:
- utilizza esclusivamente immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali ("for press use") da case discografiche, management artistici e uffici stampa /P.R;
- impiega le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, e solo a corredo dei propri contenuti informativi;
- accetta unicamente fotografie non esclusive, destinate alla pubblicazione su testate giornalistiche, e comunque libere da vincoli di utilizzo;
- pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse da fotografi dei quali viene indicato il copyright
Segnalazioni
Eventuali segnalazioni relative a immagini non conformi a quanto sopra descritto possono essere inviate a webmaster@rockol.it
Provvederemo a effettuare una rapida valutazione e, ove necessario, alla tempestiva rimozione del materiale.Per consultare l'articolo nella sua versione originale, visita questo link