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Canzoni acustiche per sognare una terra di pace e tolleranza

03.02.2026 Scritto da Paolo Panzeri

Quanto accaduto a Minneapolis in questo ultimo mese per mano dell'ICE - l'agenzia federale statunitense responsabile del controllo della sicurezza delle dogane e dell'immigrazione – dove durante lo svolgersi di una delle sue operazioni hanno perso la vita prima, il 7 gennaio, Renée Good, colpita da un agente e poi, il 24 gennaio, Alex Pretti, freddato sul marciapiede mentre stava manifestando pacificamente – oltre ad avere arrestato bambini neppure in età scolare - ha particolarmente impressionato l'opinione pubblica statunitense e mondiale, allibita per la ferocia e la determinazione delle operazioni condotte da questa branca del dipartimento di sicurezza degli Stati Uniti i cui membri agiscono a volto coperto. La brutalità di questi atti non poteva non scuotere la sensibilità della comunità musicale. Così ecco che Bruce Springsteen spinto da urgenza civile ha scritto, inciso e pubblicato nel giro di 48 ore "Street of Minneapolis". Una canzone scritta in risposta al terrore di stato, ha detto il Boss, che sta colpendo la città di Minneapolis, nel testo viene citato e condannato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e l'operato della sua amministrazione. Non solo Springsteen, ma anche Billy Bragg, dalla vecchia Inghilterra ha pubblicato una canzone, "City of heroes", dedicata agli abitanti della città del Minnesota che hanno dimostrato la volontà di non rimanere passivi di fronte a questi tragici eventi.

Una terra di pace

Se Springsteen e Bragg hanno pubblicato una canzone solidarizzando con gli abitanti di Minneapolis, i My Morning Jacket hanno realizzato un album, "Peacelands", i cui proventi saranno devoluti a favore di organizzazioni quali l'American Civil Liberties Union, una ONG orientata a difendere i diritti civili e le libertà individuali negli Stati Uniti, Medici senza Frontiere e l'International Rescue Committee, "organizzazioni che lavorano" – dichiara il frontman della band Jim James - "per contribuire a guarire dagli orrori della guerra e del terrore in tutto il mondo." Trattasi di un album acustico composto da canzoni che inneggiano alla pace e alla protesta pacifica, come indica il titolo che trae ispirazione da Mark Anthony Mulligan, un artista di Louisville, la città dei My Morning Jacket, che sognava una terra di pace, amicizia e uguaglianza in cui poter vivere nella tolleranza e nel rispetto di se stessi e degli altri.

Una terra di libertà

"Peacelands", registrato con il produttore Shawn Everett agli EastWest Studios di Hollywood, presenta un misto di cover e di canzoni di Jim James. Tra le cover si contano il classico di Bob Dylan "Blowin' in the Wind", poi "Love and Mercy" del Beach Boys Brian Wilson, i Velvet Underground di "I Found a Reason", viene ripresa anche la "Don't Lose Your Eye" del bluesman Sonny Boy Williamson e l'inno di Timmy Thomas "Why Can't We Live Together". Oltre a una nuova versione di "Changing World" di Woody Guthrie riveduta da James. Un album dal suono scarno, ridotto all'osso: chitarra e voce a supporto di parole che hanno il desiderio di comunicare pace e libertà. Come dichiarato da Jim James: "C'è spazio per tutti per essere al sicuro, liberi e a casa in questo vasto mondo e dobbiamo trovare insieme un nuovo percorso verso una politica e una riforma dell'immigrazione sicure e umane, radicate nella pace e nell'amore... sicurezza e uguaglianza... e nuovi sistemi di equità, libertà e giustizia trasparente per tutti". L'album lo trovate su Bandcamp a 9.99 dollari.


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