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Boy George, nuova polemica: minaccia di licenziare i Culture Club

11.08.2026 Scritto da Gianni Sibilla

Continua a far discutere "We Will Dance Again", la controversa canzone pubblicata da Boy George alla fine di luglio in cui il cantante si schiera apertamente dalla parte di Israele, dichiarandosi anti-palestina e negando il genocidio a Gaza ("You say genocide, I say war"). Dopo le polemiche per il testo, il ritiro dal musical "Jesus Christ Superstar", la rottura con il manager della sua etichetta e la rimozione del brano da Bandcamp, il cantante ha ora aperto un nuovo fronte, questa volta all'interno dei Culture Club. In un messaggio pubblicato su Instagram, Boy George ha infatti dichiarato che i musicisti della sua band dovranno eseguire il brano dal vivo. In caso contrario, ha avvertito, verranno allontanati.

"La verità è che se avessi cercato di scrivere 'We Will Dance Again' con qualsiasi musicista, mi avrebbe ostacolato. Mi avrebbe detto: 'Non puoi dirlo, è troppo controverso'. Anche adesso che la canzone è stata scritta, ci sono persone nella mia band che si chiedono se la suoneranno con me. E quelle persone saranno licenziate".

L'attuale formazione dei Culture Club comprende, oltre a Boy George, i membri storici Roy Hay e Mikey Craig, insieme al batterista John Themis, entrato stabilmente nella line-up negli ultimi anni e alcuni membri aggiunti in tour. Il cantante non ha specificato a chi si riferissero le sue dichiarazioni.

Boy George ha poi collegato la vicenda anche al tema dell'intelligenza artificiale, sostenendo che uno dei vantaggi dell'AI sia quello di eliminare le interferenze creative: "Non ho bisogno di gatekeeper. Una delle cose migliori dell'intelligenza artificiale è che rimuove tutte le interferenze, tutte le interferenze umane". Ha inoltre rivendicato integralmente la paternità del brano, spiegando che il suo ruolo nei Culture Club è quello di autore di testi e melodie, pur non suonando strumenti.

La canzone è al centro delle polemiche fin dalla pubblicazione. Diffusa inizialmente sui profili social dell'artista con il titolo in ebraico "עוד נרקוד" e la parola "Shalom", "We Will Dance Again" respinge la definizione di genocidio riferita alla campagna militare israeliana a Gaza e critica apertamente gli artisti che hanno espresso pubblicamente solidarietà alla Palestina: “You condemn the Jews, with selective memory / Musicians holding flags, mouthing like sheep / Propaganda fuelled by the Internet feels so weak"

Nei giorni successivi l'artista aveva spiegato che il brano era nato dopo la visita alla mostra londinese dedicata al Nova Music Festival e agli incontri con alcune persone coinvolte nell'attacco del 7 ottobre 2023, definendolo un messaggio "a favore della pace". Le conseguenze, però, sono state immediate. Boy George si è ritirato dalla produzione londinese di "Jesus Christ Superstar", dove avrebbe dovuto interpretare Erode, e ha interrotto il rapporto con Tony Pontius, manager della sua etichetta Boy George Presents, dopo che quest'ultimo si era rifiutato di pubblicare il brano.

Pochi giorni dopo è arrivata anche la rimozione della canzone da Bandcamp. La piattaforma ha motivato la decisione richiamando la propria policy contro la musica generata interamente o in parte sostanziale con l'intelligenza artificiale. Boy George, che ha ammesso di aver utilizzato strumenti di AI nella realizzazione del brano, ha però contestato questa spiegazione, sostenendo che la vera ragione fosse il contenuto politico della canzone e accusando Bandcamp di essersi "piegata alla pressione degli antisemiti". Attualmente "We Will Dance Again" è disponibile in download attraverso la piattaforma Payhip.


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