Abbiamo notizie frammentarie su cosa stanno combinando gli U2 in studio, al lavoro sul nuovo album. Intanto il ciclo solista di Bono, iniziato tre anni fa con l’autobiografia “Surrender” e culminato in un tour e un film, “Stories of Surrender”, non è ancora terminato. In questi giorni esce in Italia, per Mondadori, un “nuovo” libro di Bono che si intitola come il tour e il film di Andrew Dominik pubblicato in streaming su Apple TV. Mettiamo l’aggettivo tra virgolette, perché “Stories of Surrender” è una versione rivista e abbreviata del libro, con 27 capitoli su 40, rimessi in ordine per coincidere con la struttura narrativa del film. Originariamente pubblicata per il mercato anglosassone, la nuova versione del libro è stata resa disponibile solo in Giappone e ora in Italia.
Però il libro include alcuni nuovi materiali, tra cui l’introduzione intitolata “A Tale of Two Shows: Intro Music” e una postfazione aggiornata. È proprio l’introduzione a offrire diversi spunti sulla fase che sta attraversando il cantante, in maniera non dissimile alla nostra intervista della scorsa primavera, realizzata proprio in concomitanza con la presentazione del film a Cannes. “La mia storia continua a rivelarsi a me, in ogni nuovo mezzo con cui la racconto”, scrive Bono, che poi prosegue: “Il libro tascabile che avete tra le mani contiene storie più snelle rispetto all’originale, proprio per riecheggiare l’arco narrativo del film. Il primo atto della mia vita è stato la famiglia, il divertimento… e il trauma. Il secondo atto è stato quello in cui ho trovato una famiglia alternativa nella band e con Ali, mia moglie. Questo terzo atto è il confessionale, quando ho iniziato a capire i primi due atti e ho imparato a parlarne. A parlarvi”.
Bono esprime un concetto interessante: la dimensione confessionale è una forma di trasgressione, che paragona al punk:
Bono poi collega il suo lavoro solista all’esibizione degli U2 allo Sphere di Las Vegas, raccontando che Paul McCartney gli fece i complimenti per la parte in cui lo schermo si trasforma: “A volte non è un posto confortevole in cui trovarsi, ma è lì che finisce la storia di due spettacoli e inizia questo libro”.
Quando l’abbiamo intervistato, lo scorso giugno, Bono aveva spiegato così il significato della parola “Surrender”, che ricorre in diverse canzoni degli U2 fino a dare il titolo al libro e allo spettacolo: