News

Bono: l’intimità è il nuovo punk

05.11.2025 Scritto da Gianni Sibilla

Abbiamo notizie frammentarie su cosa stanno combinando gli U2 in studio, al lavoro sul nuovo album. Intanto il ciclo solista di Bono, iniziato tre anni fa con l’autobiografia “Surrender” e culminato in un tour e un film, “Stories of Surrender”, non è ancora terminato. In questi giorni esce in Italia, per Mondadori, un “nuovo” libro di Bono che si intitola come il tour e il film di Andrew Dominik pubblicato in streaming su Apple TV. Mettiamo l’aggettivo tra virgolette, perché “Stories of Surrender” è una versione rivista e abbreviata del libro, con 27 capitoli su 40, rimessi in ordine per coincidere con la struttura narrativa del film. Originariamente pubblicata per il mercato anglosassone, la nuova versione del libro è stata resa disponibile solo in Giappone e ora in Italia.

Però il libro include alcuni nuovi materiali, tra cui l’introduzione intitolata “A Tale of Two Shows: Intro Music” e una postfazione aggiornata. È proprio l’introduzione a offrire diversi spunti sulla fase che sta attraversando il cantante, in maniera non dissimile alla nostra intervista della scorsa primavera, realizzata proprio in concomitanza con la presentazione del film a Cannes. “La mia storia continua a rivelarsi a me, in ogni nuovo mezzo con cui la racconto”, scrive Bono, che poi prosegue: “Il libro tascabile che avete tra le mani contiene storie più snelle rispetto all’originale, proprio per riecheggiare l’arco narrativo del film. Il primo atto della mia vita è stato la famiglia, il divertimento… e il trauma. Il secondo atto è stato quello in cui ho trovato una famiglia alternativa nella band e con Ali, mia moglie. Questo terzo atto è il confessionale, quando ho iniziato a capire i primi due atti e ho imparato a parlarne. A parlarvi”.

Bono esprime un concetto interessante: la dimensione confessionale è una forma di trasgressione, che paragona al punk:

Bono poi collega il suo lavoro solista all’esibizione degli U2 allo Sphere di Las Vegas, raccontando che Paul McCartney gli fece i complimenti per la parte in cui lo schermo si trasforma: “A volte non è un posto confortevole in cui trovarsi, ma è lì che finisce la storia di due spettacoli e inizia questo libro”.

Quando l’abbiamo intervistato, lo scorso giugno, Bono aveva spiegato così il significato della parola “Surrender”, che ricorre in diverse canzoni degli U2 fino a dare il titolo al libro e allo spettacolo:

(Articolo originale su Rockol.it)

condividi