Avrebbe potuto limitarsi a fare quello che fanno in molti quando arriva un anniversario importante: prendere un album di successo, rimasterizzarlo, aggiungere qualche demo e rimetterlo sul mercato. Ma Beyoncé, evidentemente, non è interessata alle operazioni semplici. Per i vent’anni di "B’Day", il suo secondo album solista, quello di "Déjà vu", "Ring the alarm" e "Beautiful liar" per intenderci, l'ex Destiny's Child non si limita infatti a celebrare il passato. Lo riapre, lo riscrive e in qualche modo lo rimette in discussione. Nasce così "B’Day (20th Anniversary Edition)", una nuova versione del disco che aggiunge inediti, B-side, remix, registrazioni in spagnolo, collaborazioni sorprendenti, fotografie mai viste e videoclip restaurati e portati in 4K. Insomma: più che una ristampa, una nuova edizione del passato firmata dalla Beyoncé del presente. Un progetto monumentale.
Non un reperto, ma un progetto ancora aperto.
A vent'anni dalla sua uscita, "B’Day" non viene trattato come un reperto del 2006, ma come un progetto ancora aperto. Beyoncé torna personalmente sulle registrazioni, recupera materiale rimasto fuori dall’album originale e interviene anche sulla parte visiva. I videoclip girati all’epoca in 35 millimetri vengono restaurati, sottoposti a una nuova color correction e finalizzati in 4K. Il risultato - l'album è disponibile in versione standard e deluxe su vinile e cd sul sito di Sony Music e in versione digital deluxe - è una sorta di dialogo tra due Beyoncé: quella che a 25 anni stava definendo la propria identità artistica e quella che oggi ha alle spalle una carriera costruita proprio sulla capacità di trasformare ogni uscita musicale in un progetto più ampio. È una strategia che Beyoncé conosce bene: il suo catalogo non è mai semplicemente un archivio. È materiale da riutilizzare, aggiornare, espandere.
La musica aggiunta alla ristampa
Lo dimostra anche la musica aggiunta alla nuova edizione. Accanto ai brani che hanno costruito "B’Day" — dalle stesse “Déjà vu” e “Ring the alarm” a “Get me bodied” e “Irreplaceable” — arrivano canzoni mai pubblicate come “Can I watch you”, prodotta con Pharrell, e “My first time”, registrata originariamente per "Dangerously in love" e poi rimasta fuori dalla tracklist. Tornano anche B-side come “Lost yo mind”, “Creole” e “Back up”. Ma la vera sorpresa è forse il modo in cui Beyoncé amplia oggi il perimetro culturale di quel disco. La nuova edizione recupera infatti diverse registrazioni in spagnolo e introduce collaborazioni che nel 2006 sarebbero state difficili da immaginare nello stesso contesto. C’è Maluma in “Cuerpo tumbao (Get me bodied)”, che contiene un sample di Celia Cruz, e c’è addirittura Selena in “Irreemplazable (Como la flor)”, resa possibile dall’autorizzazione della famiglia della cantante texano-messicana. È un dettaglio tutt’altro che secondario, che testimonia come Beyoncé non stia semplicemente aggiungendo delle bonus track a un vecchio album, ma costruendo nuovi collegamenti tra il disco del 2006 e la propria idea di identità musicale maturata negli anni successivi.
L'impatto di "B'Day"
"B’Day" uscì nel 2006, quando Beyoncé aveva 25 anni, e rappresentò un momento di emancipazione artistica. Dopo l’esperienza con le Destiny’s Child e il successo di "Dangerously in love", Beyoncé prendeva sempre più il controllo della propria musica, della propria immagine e della propria narrazione. L’album, registrato in appena due settimane, era energico, fisico, ambizioso e costruito sul dialogo tra R&B, hip-hop, pop e soul. Oggi quella Beyoncé viene riletta dalla Beyoncé che nel frattempo ha trasformato il concetto stesso di album pop: da "Beyoncé" a "Lemonade", fino a "Renaissance" e "Cowboy Carter", la sua carriera è diventata anche una riflessione sulle radici musicali, sull'identità e sulla possibilità di attraversare generi e culture senza lasciarsi definire da uno solo. Perfino “Morning dew (Donk)”, il nuovo singolo che ha anticipato l'anniversario, va letto in questa direzione: un brano che riporta nel presente un pezzo di quell'epoca e che, dopo la versione con Jay-Z, aggiunge un altro capitolo alla storia musicale dei due. Insomma: anche una ristampa, nelle mani di Queen B, riesce a diventare una notizia.
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