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Addio a Dave Marsh, storico critico e biografo di Springsteen

16.08.2026 Scritto da Redazione Rockol

È venuto a mancare Dave Marsh, una delle firme più influenti del giornalismo musicale statunitense e autore di alcuni dei libri più importanti dedicati a Bruce Springsteen. Il critico, scrittore, conduttore radiofonico e attivista è scomparso lo scorso venerdì 14 agosto. Aveva 76 anni. Le cause della morte non sono state rese note, anche se negli ultimi anni le sue condizioni di salute erano peggiorate. In suo ricordo, Springsteen ha condiviso un lungo messaggio in cui si legge:

Nato a Pontiac, in Michigan, nel 1950, Marsh era cresciuto immerso nei suoni di Detroit, dalla Motown all’R&B fino al rock ’n’ roll. Alla fine degli anni Sessanta fu tra i primi redattori di "Creem", la rivista fondata nel 1969 che sarebbe diventata uno dei punti di riferimento della critica rock americana, per poi collaborare a lungo anche con "Rolling Stone" e numerose altre testate. Nel corso della sua carriera pubblicò più di venti libri dedicati ad alcuni dei protagonisti della storia della musica, tra cui Elvis Presley e gli Who. Nel 1993 vinse inoltre, insieme agli altri autori coinvolti, il Grammy per le migliori note di copertina per "Queen of Soul" di Aretha Franklin.

È però soprattutto a Bruce Springsteen che il suo nome è rimasto indissolubilmente legato. Rimasto colpito dalla forza delle esibizioni del cantautore del New Jersey già negli anni Settanta, Marsh divenne presto uno degli osservatori più attenti di Springsteen. Nel 1979 pubblicò "Born to Run: The Bruce Springsteen Story", la prima biografia dedicata al musicista, che entrò nella classifica dei bestseller del "New York Times". Negli anni ha poi continuato a raccontarne il percorso anche attraverso altri volumi, tra cui "Glory Days", articoli e trasmissioni radiofoniche, contribuendo ad analizzare non soltanto la musica di Springsteen, ma anche la sua dimensione sociale, politica e culturale.

Il rapporto tra Marsh e Springsteen andò ben oltre quello tra un artista e il giornalista che ne raccontava la carriera. Marsh divenne una presenza vicina all’universo di Springsteen anche sul piano personale, avendo sposato Barbara Carr, per lungo tempo co-manager del Boss. Dal 2004, Dave entrò inoltre a SiriusXM, dove per 19 anni condusse "Kick Out the Jams", oltre a programmi radiofonici come "Live from E Street Nation" e "Live from the Land of Hope and Dreams". Proprio attraverso i microfoni di E Street Radio il dialogo con il mondo di Springsteen proseguì negli anni, anche con interventi dello stesso musicista durante le trasmissioni.

Nel corso di oltre cinquant’anni di carriera, Marsh utilizzò la musica anche come punto di partenza per affrontare temi legati alla classe sociale, alle discriminazioni razziali, alla politica, alla libertà di espressione, alla sanità, all’ambiente e alla giustizia economica. Dave fu inoltre un sostenitore e mentore di numerose generazioni più giovani di critici e giornalisti musicali, e nel 2021 fu a lui dedicato l'evento virtuale “Land of Hope and Dreams: A Celebration of Dave Marsh’s Work and Vision”, a cui parteciparono - tra gli altri - Bruce Springsteen, Pete Townshend, Tom Morello, Jackson Browne, Steven Van Zandt, Nona Hendryx e Dion DiMucci. Per quell'occasione, il chitarrista dei Rage Against The Machine aveva dichiarato: "Dave Marsh è da sempre un instancabile difensore della giustizia, dei diritti umani e del rock and roll. La sua penna e la sua voce giocano una parte importante nella storia della musica che amiamo e nella lotta per un mondo più giusto e decente”.

L'attivismo di Marsh ebbe anche una dolorosa origine personale. Dopo la morte nel 1993, a soli 21 anni, della figlia Kristen Ann Carr a causa di un sarcoma, una rara forma di tumore, Dave contribuì alla nascita del "Kristen Ann Carr Fund", organizzazione impegnata nel sostegno alla ricerca sui sarcomi e alle famiglie colpite dal cancro, della quale fu anche amministratore fiduciario.


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