Qualche settimana fa, mentre stavo passando tra le dita alcuni vinili negli spazi di Rough Trade a Brick Lane, a Londra, è partita, in sottofondo, “Basic Physics”, tratta da “Half-Told Tales”, il nuovo album degli Arab Strap, e sono rimasto folgorato: una canzone rock malinconica, che scuote le ossa parlando di tregua in amore, di prede e di tempo consumato. Senza rinunciare, in alcuni frangenti, all’ironia. Questo nuovo capitolo della band scozzese formata dal cantante Aidan Moffat e dal polistrumentista Malcolm Middleton, esce a trent'anni esatti dalla pubblicazione del loro primo singolo.
È un ascolto multiforme, ma incredibilmente coerente nel mood generale, un viaggio che spazia dal post-rock alla Mogwai fino allo spoken word, il tutto arricchito da sfumature che vanno dal folk all'elettronica. Alcuni brani allucinati e con parlantina irriverente ricordano gli Sleaford Mods, ma gli Arab Strap mettono un carico di densità sonora ed emotiva molto più pesante. In questo si avvicinano più a Nick Cave, ai Fall e a Johnny Cash: la voce è la porta da cui si entra per entrare nel loro mondo intimo, oscuro, ma anche, in qualche modo, spirituale. "Proviamo sempre stili diversi, ma il risultato suona comunque come siamo noi - spiega Middleton - che si tratti di un ritmo samba, di un beat dance o di batteria acustica, la nostra identità emerge naturalmente in studio". Sebbene l'album affronti temi importanti, spaziando dalla sfera personale a quella politica, per il cantante e autore dei testi Aidan Moffat era fondamentale mantenere un approccio ottimistico nell'affrontare tali argomenti, nonostante intorno tutto sembri crollare:. "Credo che ci sia speranza. Nel disco si trova anche della gioia autentica".“Get noise” è un urgano di chitarre, si chiude con una frase da cinema: E stasera, quando ti tocchi. Ricorda: tutti gli angeli stanno a guardare, quindi offri un bello spettacolo”. “Be a man” ha una melodia da ninnananna acida, poi arriva la voce a squarciare l’atmosfera morbida: una lettera a un figlio sul come si diventa uomini senza finire nel burrone del maschilismo tossico. “Fighting for you” è un pezzo rock energico alla Muse, con un testo abrasivo e apocalittico sui falsi miti, sulla politica corrotta e su questi tempi di guerre e disastri, che sembrano richiamare a una nuova età della pietra. “Sunsong” è una canzone con venature folk, delicata e commovente, un brano bellissimo che parla di rinascita. Inizia così: “Il sole mi ha colto di sorpresa. Ha trovato una fessura tra le tende. Ed è irrotto nel mio porcile. Ha incendiato il letto, investito il cuscino. Mi ha scaldato le labbra e spalancato gli occhi”. E finisce con un canto liberatorio al cielo.
Forse il tema dominante dell'album è il disco. "Il titolo dell'album evoca un libro di fiabe, finché non si arriva alla fine e ci si rende conto che sto parlando di vite spezzate troppo presto", osserva Moffat. Poi prosegue: “È un aspetto che sembra far parte della vita quando si raggiungono i cinquant'anni. Ci si rende pienamente conto di essere nell'ultimo terzo della propria esistenza. Credo che ogni singola canzone contenga un riferimento al tempo, o una riflessione sul suo scorrere e su come sfruttarlo al meglio finché lo si ha a disposizione". “Half-Told Tales” è un progetto ricco di sfumature, da ascoltare dall’inizio alla fine: un tuffo, in età adulta, in un mare pieno di vita, verità, nostalgia e bellezza.Tracklist:
I Get Noise
You You You
Be a Man
Fighting For You
Glamour Magick
Gape
Under Offer
Basic Physics
Sunsong
Dollar Park
Mr. Splitfoot
Ampersand
Fragments
Beats Per Minute
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