Il comico al primo live tour con Spettacolo Teatrale: il nonsense sale sul palcoscenico.
Per oltre vent’anni ha manipolato il linguaggio audiovisivo, trasformando il montaggio serrato, i tagli sghembi, il doppiaggio fuori sincrono e le grafiche televisive sgangherate in un’inconfondibile grammatica comica. Dagli schermi del web alle sale cinematografiche, il suo percorso ha ridefinito la parodia italiana. Ora Marcello Macchia, per tutti Maccio Capatonda, compie il salto più ambizioso della sua carriera: debuttare dal vivo nei teatri con un’opera inedita che, fedele alla sua poetica dell’essenzialità beffarda, si intitola semplicemente Spettacolo Teatrale.
Scritto da Macchia con Paola Pessot e Alessandro Mannucci, il lavoro vede la regia congiunta del comico e di Daniele Russo. Il tour parte nell’autunno 2026 e attraversa la penisola fino a inizio 2027: da tappe come Viterbo e Sulmona ai grandi palchi del TAM Teatro Arcimboldi di Milano, del Bellini di Napoli, del Colosseo di Torino, del Verdi di Firenze, dell’EuropAuditorium di Bologna e quindi Roma, dove approderà prima al Teatro Olimpico e poi al Sistina.
La pièce è una commedia metateatrale che ruota attorno a un direttore di sala sull’orlo del fallimento. Per evitare la demolizione del teatro e salvare la compagnia, l’uomo tenta il colpo disperato: convincere Maccio Capatonda a debuttare in scena. Affiancato da un cast affiatato (tra cui Angela De Matteo, Paola Sambo e Manuel Severino), l’artista crea un corto circuito continuo: la scena si trasforma in un caotico set e il set ridiventa teatro, alternando finti spot, equivoci e gag surreali a riflessioni sul mestiere dell’attore e sul senso dello spettacolo.
Questo debutto corona un percorso nato nei primi anni Duemila alla corte della Gialappa’s Band in Mai dire Lunedì e Mai dire Martedì. Lì sono esplosi i celebri finti trailer - da La Febbra a L’uomo che usciva la gente - e maschere cult come Mariottide, Padre Maronno e Jerry Polemica, capaci di regalare tormentoni al lessico comune. Negli anni Macchia ha dimostrato una solida maturità autoriale, confermandosi abile nel mischiare generi e contesti di riferimento: dopo la Gialappa’s, infatti, si è messo in proprio prima in tv, con la serie cult Mario per MTV - una feroce satira del giornalismo d’assalto -, poi al cinema. Il grande schermo rappresenta il primo, vero salto della carriera di Maccio: nel 2015 dirige, scrive e interpreta Italiano medio, un ritratto divertente (e anche piuttosto amaro e disilluso) sull’Italia e suoi concittadini, a cui segue Omicidio all’italiana (2017), uno sguardo ancora più profondo e critico sul rapporto tra media, pubblico e cronaca nera, con al centro il fenomeno della spettacolarizzazione della morte. Più recenti, invece, i film Il migliore dei mondi (2023) e Smart Working (2026), con in mezzo il trionfo nella seconda edizione di LOL - Chi ride è fuori.
La cifra stilistica di Capatonda risiede nella decostruzione spietata del linguaggio e dei cliché mediatici. Con neologismi fulminei, sgrammaticature calcolate e un nonsense grottesco, la sua comicità da sempre mette a nudo i vizi, le nevrosi e le ipocrisie dell’italiano contemporaneo. La sfida di questo tour è il banco di prova definitivo, che porterà il senso dell’assurdo dell’artista fuori dalle pareti del video, a favore del contatto diretto con la platea. Prepariamoci, dunque, a un viaggio che mescola cinema, televisione e palcoscenico, sino a ribaltarli. Scoprire cosa potrà mai uscirne fuori, è un motivo più che valido per sedersi in poltrona.