Il Mediolanum Forum di Assago (Milano) ospita il prossimo 6 aprile l’unica data italiana del Metal Masters 2024. Gli appassionati dell’heavy metal troveranno sul palco i leggendari Judas Priest. Prima di loro si esibiranno gli inossidabili Saxon, altra band portabandiera della new wave of British heavy metal. L’apertura della serata sarà affidata invece a Phil Campbell, chitarrista storico dei Motorhead accompagnato dai suoi Bastard Sons.
Ma cerchiamo di scoprire meglio i Judas Priest, band di punta del metal britannico che si formò tra il 1969 e il 1970 a Birmingham. Con oltre 50 anni di storia e oltre 60 milioni di dischi venduti, il gruppo è considerato tra i massimi esponenti del genere ed è stata fonte di ispirazione per molte altre formazioni sia coeve che successive. Insieme a Iron Maiden e Mettalica, i Judas Priest sono da considerarsi tra i padri fondatori del suono metal, dominandone per almeno tre decenni la scena tra gli anni ‘70 e gli anni ‘90.
Gli elementi storici della band sono i due chitarristi Glenn Tipton e K.K. Downing, debitori di Ritchie Blackmore, e il cantante Rob Halford caratterizzato da un potente falsetto.
I Judas Priest non sono ricordati solo per alcuni dischi fondamentali, che andremo a citare più avanti, ma anche per alcuni atteggiamenti e provocazioni tra sesso e necrofilia che hanno fatto scuola. Indimenticabili sono le apparizioni sul palcoscenico in Harley-Davidson e l’abbigliamento con giubbotti di pelle e borchie che ha fatto epoca.
Ma veniamo ad alcuni capisaldi della discografia del gruppo. Iniziamo con Sad wings of destiny del 1976 e da molti considerato il capolavoro della band nonché massima espressione del linguaggio hard-rock che si approssima al metal negli anni Settanta. Tra i brani più rappresentativi del disco troviamo Victim of changes dove domina la voce di Halford, e la splendida ballata Dreamer Deceiver capace di fare scuola per decenni.
Facendo un salto negli anni ’80, i Judas Priest sono ancora al centro della scena ritagliandosi uno spazio originale tra il metal classico espresso dagli Iron Maiden e l’heavy metal dei Metallica. Screaming for vengeance del 1982 è il disco chiave della decade per i nostri, capace di tenere alto quel filone tra metal e hard rock.
Arriviamo infine agli ’90. Painkiller è il disco che apre il decennio (1990) e lo fa con una svolta epocale per i Judas Priest che realizzano il loro primo vero e proprio disco heavy metal mettendo da parte il retaggio hard rock. Ancora una volta la band si mostra capace di stare al passo coi tempi, mettendo la propria esperienza ormai ventennale al servizio di nuove sonorità. Il disco, vero e proprio punto di riferimento per la decade, si avvale anche della doppia cassa del nuovo batterista Scott Travis.
Dopo questa rapida digressione sulla storia dei Judas Priest, torniamo alla data del Metal Masters 2024. Come anticipato sul palco i fan potranno incontrare una band di punta del New wave of British heavy metal che diedero un impulso decisivo alla definizione del metal. Un appuntamento irrinunciabile con una band che ha fatto la storia dell’heavy metal.