Un talento come pochi, capace di calcare i grandi palchi così come le strade della periferia napoletana dove è nato, Geolier è riuscito ad imporsi sulla scena musicale italiana e del rap in pochissimo tempo, come solo i grandi artisti sanno fare tanto che sono in molti a ritenerlo uno dei fenomeni musicali più imponenti che l’Italia abbia conosciuto negli ultimi anni. Al secolo Emanuele Palumbo, Geolier è nato tra Secondigliano e Miano, nel Rione Gescal. Il suo nome d’arte in francese significa “secondino”, il nome con cui vengono soprannominati gli abitanti della zona in cui è nato.
Debutta nel 2018 con il singolo P Secondigliano e nel 2019 firma con l’etichetta discografica indipendente fondata da Luchè, con la quale pubblica nell’ottobre dello stesso anno l’album di debutto Emanuele. È però il secondo album Il coraggio dei bambini che consacra definitivamente Geolier nell’olimpo della musica rap italiana. Certificato quattro volte platino da FIMI/GfK Italia, il disco ha debuttato al numero 1 della Classifica degli album più ascoltati dell’anno in Italia su Spotify ed è stato definito da Rolling Stone Italia fra i trenta migliori album italiani del 2023, classificandosi al terzo posto. L’album è stato anticipato dal singolo Chiagne, che vede la partecipazione del rapper Lazza e del duo di produttori Takagi & Ketra. Ma l’album contiene anche tracce che vedono la collaborazione di Sfera Ebbasta, Guè e Shiva. È proprio insieme a Guè e Luchè, con la partecipazione di Gigi D’Alessio, che Geolier ha trionfato nella serata delle cover dell’ultima edizione del Festival di Sanremo con il medley dei brani Brivido/O’ primmo amore/Chiagne prima di conquistare il secondo posto nella classifica generale del festival con il brano I p’ me, tu p’ te. Un brano in napoletano scritto per essere parte di un disco ma che poi Amadeus ha scelto di presentare durante la kermesse sanremese.
Il napoletano e Napoli sono sempre al centro sia delle sue ispirazioni – tra cui i Co’Sang, Pino Daniele e Massino Troisi – sia dei suoi testi. Come racconta Geolier: “Napoli non è solo Gomorra, serie per altro che mi è molto piaciuta, e Mare Fuori: abbiamo tanto altro da raccontare e io sono onorato di poterlo fare. Mi sento quasi un giornalista proprio perché racconto quello che accade”. Un amore assolutamente ricambiato come dimostra anche la targa e la medaglia della città che il sindaco di Napoli ha deciso di conferirgli dopo la partecipazione al Festival di Sanremo “in segno di riconoscenza per il contributo dato alla diffusione della cultura musicale di Napoli”.
Quest’estate, dopo una prima data a giugno a Messina, sarà proprio lo Stadio Diego Armando Maradona di Napoli ad accogliere il rapper per tre date andate esaurite in pochissimo tempo (il 21, 22 e 23 giugno). Ma dopo aver giocato in casa, Geolier calcherà palchi altrettanto importanti come quello, tra gli altri, del Rock in Roma e del Lucca Summer Festival. E questa volta sarà lui per noi e noi per lui!