È un giochino divertente quello che si crea tra Relax, nome dell’ultimo album e del tour di Calcutta e la rapidità con cui si è diffuso l’hype per il ritorno del cantautore romano sul palcoscenico. Le date nei palasport dello scorso dicembre, infatti, sono andate sold-out senza prendersela comoda e gli appuntamenti estivi hanno solo confermato e prolungato il successo. Di “rilassante”, dunque, non c’è stato nulla nella risposta che i fan hanno dato alla ricomparsa sulla scena di un artista che, da cinque anni, non sfornava novità, dopo i boom dei primi due dischi Mainstream (2015) ed Evergreen (2018).
Ma Calcutta il ritmo della pop-star infaticabile non l’ha mai seguito. Anzi, non ha mai seguito proprio lo status quo della pop-star. È una sorta di antieroe della musica di oggi, che preferisce non apparire e starsene di lato a scrivere e produrre, non solo per sé ma anche per altri, da Francesca Michielin (Io non abito al mare) a Elisa (Piovesse il tuo nome), passando per Marracash (Laura ad honorem) e Ariete (Mare di guai). Un talento palese il suo, che agli inizi della carriera sembrava essere il dono del piccolo autore indipendente destinato a cullarsi nella sua nicchia di fan affezionati, e invece oggi si ritrova adottato da un pubblico decisamente più vasto, che lo ha portato in orbita con milioni di streaming e visualizzazioni sulle piattaforme.
Fermarsi, quindi, era necessario per gestire al meglio un equilibrio che poteva incrinarsi, in primis per chi vuole anzitutto essere fedele a sé stesso. E Calcutta è tutto qui, nelle assenze prolungate come nei ritorni folgoranti, ma soprattutto nei testi che canti forte perché ti viene naturale, abbracciato con “il cuore a mille” (cit.) a parole lontano dalle finte rassicurazioni del pop più frivolo e per questo più vive, più vere. Una sincerità contagiosa e avvolta nell’atmosfera tipica dell’indie-pop mescolata alla profondità autoriale tutta italiana, figlia dei Battisti o Lucio Dalla.
Canzoni in cui rispecchiarsi, canzoni per divertirsi o sentirsi tristi. Piccoli inni da cantare dal vivo, cosa che, dopo il viaggio invernale, avremo la possibilità di ripetere la prossima estate, già attesissima. Il Relax Tour si estende per tredici appuntamenti nelle principali città italiane, tra cui spiccano anche festival importanti quali Rock in Roma (30 giugno), Lucca Summer Festival (11 luglio) e Milano Summer Festival (17 luglio). Tre mete toccate anche nel 2019, durante l’ultimo tour estivo prima della pausa discografica. Anche allora lo schema del ritorno ha avuto dinamiche molto simili: due nuovi singoli rilasciati a maggio - Due Punti e Sorriso (Milano Dateo) – a fare da anteprima a quattordici live nelle rassegne più prestigiose. Il successo è stato unanime. Scommettiamo che quest’anno il finale non sarà diverso?