spettacolo scritto da Chiara Buratti con la collaborazione di Giannino Balbis,
con Chiara Buratti ed Ettore Scarpa.
Live electronics Antonio Gatti, costumi Alessandra Maregatti, copricapi realizzati da Doria1905, regia Tommaso Massimo Rotella, profumi Hilde Soliani
“Quattro donne “è l’affresco di quattro figure femminili molto diverse da loro, ma unite da una sensibilità fuori dal comune, per un testo che mescola momenti di riflessione e commozione ad altri di ironia e puro divertimento. Quattro donne che non ci sono più, ma che sono invitate da un improbabile angelo-messaggero a raccontare la propria storia, e ad una sola di loro verrà data la possibilità di tornare sulla terra.
Ma chi sono queste figure femminili? Pannonica de Koenigswarter, mecenate del jazz senza la quale Thelonius Monk, geniale pianista statunitense, non avrebbe mai cambiato faccia alla musica; Maryam Mirzakhani, matematica iraniana che, dando semplicità agli spazi complessi, è diventata a 37 anni la prima donna a vincere la Medaglia Fields, che è il Nobel per i matematici; Suzanne Lenglen, straordinaria tennista francese, soprannominata La Divine, perché dettava legge sul campo, nella moda e nel costume, però fragile e incerta nel suo vivere. Poi irrompe sulla scena la quarta donna, una stramba portiera di uno strambo motel, puntino sfuocato nel nulla, che non ha ancora realizzato qualcosa di memorabile nella vita, ma che è sicura di poterlo fare un giorno e chiede che le venga data una possibilità.
La chiave di volta di questo spettacolo è proprio il pubblico che, attraverso un’originale votazione, decide quale donna far tornare sulla terra, scegliendo tra quella che ha prediletto la cultura, o la scienza, o lo sport, o quella che, fino a un certo punto, ha avuto una vita semplice, senza scossoni, ma che promette che utilizzerà al meglio il proprio tempo.
Quattro donne così diverse eppure così uguali, che si riconoscerebbero tra mille e si cercherebbero tra loro anche senza conoscersi, se solo si trovassero nella stessa stanza, nello stesso tempo. Ecco perché, sembra quasi che a un certo punto, sommando le loro caratteristiche, emerga una quinta figura femminile: una donna universale, forte e fragile, unica e non replicabile.