Giuseppe Cederna racconta i luoghi e le parole dei maestri che ci insegnano ad amare il mondo. Un viaggio poetico e musicale attraverso paesaggi reali e interiori, dove la letteratura, la memoria e il suono si intrecciano in un racconto vivo e profondamente umano. Dalle praterie di Walt Whitman ai fiumi di Ungaretti, dalle isole di Kavafis e di Saffo al Mediterraneo color del vino di Omero; dai giardini silenziosi di Emily Dickinson ai boschi e ai messaggeri celesti di Chandra Livia Candiani.
Attraverso letture, riflessioni e musica dal vivo, lo spettacolo attraversa mondi lontani e vicinissimi: il monastero di Tabo nell’Himalaya indiano, la Valtellina delle battaglie civili di Antonio Cederna, i paesaggi della poesia contemporanea e le domande essenziali che abitano il nostro tempo. E forse anche un blues immaginario, inventato da Bob Dylan, capace di accompagnare il pubblico lungo questo itinerario di parole e visioni.
Perché una meditazione di Santa Teresa può aiutarci a ritrovare lo spirito e l’anima delle nostre azioni? E cosa ci sussurra un colibrì mentre fugge dall’incendio della foresta? In scena, il racconto diventa un invito ad ascoltare, a rallentare, a ritrovare il senso profondo delle parole e della relazione con il mondo.
“Le parole, quelle giuste, quelle vere, hanno lo stesso potere delle azioni.”
Giuseppe Cederna, attore, scrittore e viaggiatore, è uno dei volti più riconoscibili e amati del cinema e del teatro italiano. Tra i protagonisti di “Mediterraneo” di Gabriele Salvatores, premio Oscar nel 1992 come miglior film straniero, ha lavorato nel corso della sua carriera con alcuni dei più importanti registi italiani e internazionali, tra cui Ettore Scola, Mario Monicelli, Marco Bellocchio, Luigi Comencini, i fratelli Taviani, Silvio Soldini, Gianni Amelio, Fausto Brizzi e Rob Marshall.
Parallelamente al cinema, ha costruito un intenso percorso teatrale dedicato alla parola, al viaggio e alla letteratura, portando in scena testi che attraversano mondi e autori differenti: da Stevenson a Molière, da Čechov all’Odissea, fino ai racconti delle migrazioni mediterranee e alla poesia contemporanea. Nei suoi spettacoli unisce narrazione, memoria, musica e ricerca spirituale, dando voce ad autori come Kostantino Kavafis, John Berger, Wislawa Szymborska e Chandra Livia Candiani.
Grande viaggiatore, ha trasformato l’esperienza del cammino e dell’incontro in materia narrativa e teatrale. Ha pubblicato con Feltrinelli “Il Grande Viaggio”, diario di un pellegrinaggio himalayano alle sorgenti del Gange, e “Piano Americano”, oltre a “Ticino, le voci del fiume” per Excelsior 1881. Nei suoi lavori convivono il racconto del paesaggio, l’attenzione civile e una continua ricerca poetica sul significato dell’abitare il mondo.