Il 2 ottobre 2026, alla Casa della Musica di Parma, Keeley Forsyth e Matthew Bourne porteranno in scena Hand to Mouth — performance a metà tra concerto, teatro e narrazione, costruita sull’EP pubblicato nel 2025 su FatCat Records: canzoni per voce e pianoforte. Attrice e compositrice inglese, Keeley ha una voce che non assomiglia a nessun’altra — timbro raro, controllo assoluto, capace di passare dal sussurro a qualcosa che ti prende allo stomaco senza che tu capisca esattamente quando è successo. Sul palco occupa lo spazio con una presenza che non lascia margini — ogni angolo della sala diventa suo. Non recita, non performa: è semplicemente lì, e basta questo per non riuscire a guardare altrove. Per chi non la conosce: la critica internazionale l’ha accostata a Scott Walker, Nico, Beth Gibbons, Anohni, Aldous Harding. Nomi che dicono qualcosa su dove si muove — tra post-classical, dark ambient, musica sacra e teatro — ma che non esauriscono quello che fa. Matthew Bourne, pianista e compositore, collabora con lei fin da Debris (2020) — un sodalizio costruito sull’ascolto reciproco, che in Hand to Mouth trova la forma più essenziale. La data di Parma è una delle pochissime occasioni italiane per vedere questo progetto dal vivo, e si inserisce nella ventesima edizione di Il Rumore del Lutto Festival.