Dorothy ha quindici anni. È nata in Italia da madre africana ed è stata adottata a sei anni da Zia Em e Zio Henry, che l'hanno cresciuta con amore ma anche con la paura di non bastare. Nell'adolescenza tutto esplode: Dorothy non rifiuta la famiglia che l'ha amata, ma non sopporta più il silenzio con cui si prova a coprire il suo passato. Una notte, dopo un litigio che è come una tempesta, scappa di casa — e la città, di colpo, si trasforma.
Milano diventa Oz. Nel buio delle vie e dei cortili, Dorothy incontra chi come lei porta addosso un'etichetta sbagliata. Lo Spaventapasseri, un ragazzo che lavora nel retro di un mercato e che tutti credono "senza cervello", ma che in realtà vede più di chiunque altro. L'Uomo di Latta, chiuso davanti a un negozio di riparazioni ormai spento, convinto di non avere un cuore solo perché non sa dirlo a parole. Lea, "la Leo", una ragazza della notte che vive tra un cavalcavia e un parcheggio buio, e che scambia il coraggio per semplice abitudine di sopravvivenza.
Insieme percorrono la loro strada di mattoni gialli — le strade vere della periferia e del centro milanese — verso la Città di Smeraldo, dove promette risposte un Mago che è in realtà un imbonitore affascinante e fragile, il Professor Meraviglia. Prima di arrivarci, però, è Addaperle, strega buona del quartiere, ironica e popolare come una portinaia magica, a dare a Dorothy le scarpe d'argento e il permesso di partire, senza mai dirle chi debba essere.
Come nella storia originale, ognuno dei compagni di viaggio scoprirà di possedere già ciò che pensava di dover cercare. E Dorothy, alla fine, non tornerà a casa per dimenticare il proprio prima: tornerà per portarlo con sé, senza più doverlo nascondere.