Studio sulle lettere dalla prigionia e sul memoriale di Aldo Moro
ideazione e drammaturgia di Fabrizio Gifuni
Aldo Moro durante la prigionia parla, ricorda, scrive, risponde, confessa, accusa, si congeda. Moltiplica le parole su carta. Scrive incessantemente lettere e insieme compone un lungo testo politico, storico, personale: il cosiddetto memoriale.
A distanza di oltre 40 anni pochi hanno davvero letto queste carte, molti hanno scelto di dimenticarle. Le lettere e il memoriale sono due presenze fantasmatiche, il corpo di Moro è lo spettro che ancora oggi occupa il palcoscenico della nostra storia di ombre.
Dopo aver lavorato sui testi pubblici e privati di Gadda e Pasolini, in due spettacoli struggenti e feroci, Fabrizio Gifuni attraverso un ostinato lavoro di drammaturgia continua la sua lacerante antibiografia di una nazione confrontandosi con lo scritto più scabro e nudo della storia d’Italia.