Palazzo Diedo, nuovo spazio dedicato all'arte contemporanea, il più grande a Venezia nell’ultimo decennio, apre al pubblico con la mostra Janus che presenta 11 interventi originali site-specific di altrettanti artisti di fama internazionale: Urs Fischer, Piero Golia, Carsten Höller, Ibrahim Mahama, Mariko Mori, Sterling Ruby, Jim Shaw, Hiroshi Sugimoto, Aya Takano, Lee Ufan e Liu Wei, oltre a due progetti speciali, presentati in collaborazione rispettivamente con The Kitchen di New York e con la Polaroid Foundation.
Gli interventi degli artisti sono stati concepiti in dialogo con l'architettura e le caratteristiche dell'edificio settecentesco realizzato da Andrea Tirali, un tempo sede di una delle più potenti famiglie veneziane e successivamente utilizzato come scuola elementare e come tribunale. Le opere sono ispirate ai mestieri tradizionali legati a Venezia, come gli affreschi, il vetro di Murano, i tessuti preziosi e i pavimenti con il loro tipico design. La mostra prende il nome da Giano (Janus), il dio romano degli inizi, spesso visto con due facce, una che guarda in avanti e l'altra all'indietro, a indicare l'obiettivo della mostra di unire simbolicamente la storia con la contemporaneità.
Palazzo Diedo ospiterà al suo interno anche un piccolo cinema che proietterà tutti i giovedì, fino a novembre, OUSSS l’ultimo film di Koo Jeong A, artista che rappresenta la Corea del Sud alla Biennale Arte di quest'anno.
Negli ultimi due anni, Berggruen Arts & Culture ha completato un importante restauro di Palazzo Diedo, riportando alla luce la sua storia. Due importanti cicli di affreschi di Francesco Fontebasso (1707-1769) e Costantino Cedini (1741-1811) al primo piano e sei capricci romani - scene che combinano elementi storici e di fantasia - sono stati completamente restaurati.
Janus è curata da Mario Codognato, Direttore di Berggruen Arts & Culture e da Adriana Rispoli, Curatrice di Berggruen Arts & Culture.