I FLOYD MACHINE si uniscono nel 1999, nel corso degli anni, con la continua evoluzione e ricerca di strumentazione vintage, lo schermo circolare, la proiezione di filmati, luci, effetti pirotecnici, ha reso possibile l’idea di uno spettacolo totale in linea con i memorabili show dello storico quartetto inglese. Un impatto scenografico, un approccio volutamente avaro di monologhi, lasciano la scena solo a musica, immagini e colori grazie alla capacità di spaziare dalle primordiali atmosfere psichedeliche del 1967 alle tecnologie degli anni ’90. La formazione attuale, nella quale si sono succeduti alcuni elementi nel ventennio di attività, è composta da dieci musicisti, oltre a tecnici audio, luci, videowall, responsabili alla sicurezza, roadies e assistenti di produzione.