Uno spettacolo sulla mammità, sul distacco dal cordone ombelicale, su come la mamma condiziona i nostri atteggiamenti, i nostri pensieri e tutto il nostro essere. Viene “analizzata” comicamente l’impronta che ogni mamma lascia sulla propria figlia, e che la figlia lascerà a sua volta sui propri figli.
Durante lo spettacolo Cinzia viene continuamente interrotta da telefonate della madre che le sottopone a problemi vari… e Cinzia, condizionata da quelle telefonate, viene portata a ripercorrere le origini della vita e l’evoluzione della mamma, dal protozoico, l’era primordiale, al cenozoico, l’era attuale.
«Sono cresciuta ossessionata dalle gocce per terra di mia madre, che ha sempre teorizzato un assoluto controsenso: il lavandino asciutto. Abitavo sola già da vent’anni e un mio amico una sera, a cena da me, mi ha detto: “I piatti te li lavo io, Cinzia, non ti preoccupare“. Io come una pazza sono schizzata dalla sedia gridando: “No… mi fai cadere tutte le gocce per terra“. Lui ha alzato le braccia e, come se fosse un esorcista, ha detto: “Vai via, mamma di Cinzia! Esci da questo corpo! Liberala, liberala… vai via“. Mamma sei sempre nei miei pensieri… spostati… vorrei pensare i miei, di pensieri, qualche volta, se ne fossi capace.» La vena corrosiva di Cinzia Leone attinge dalla vita di tutti i giorni, pesca a piene mani nel proprio vissuto e coglie i controsensi del quotidiano.