I Cardinals sono una delle formazioni più interessanti e ambiziose della nuova "green wave" irlandese. Originari di Cork, hanno consolidato la loro reputazione con l'album di debutto Masquerade (pubblicato a febbraio 2026), che ha confermato le aspettative nate dopo il loro primo EP del 2024.
Il loro sound è un mix tra Tradizione e Avanguardia. La caratteristica più distintiva dei Cardinals è l'uso non convenzionale della fisarmonica (suonata da Finn Manning). Lungi dall'essere un mero orpello folk, lo strumento viene integrato in un contesto rock per creare texture drone, muri di suono o riff frenetici che ricordano quasi il punk.
La loro musica alterna ballate malinconiche e aperte a esplosioni di rumore chitarristico. Rispetto agli esordi, la band si è spostata da un indie-rock diretto verso sonorità più oscure, "irregolari" e teatrali.
Sebbene la band preferisca definirsi semplicemente una band "rock and roll" per evitare etichette limitanti, la critica li inquadra in un incrocio di:
Post-Punk & Art-Rock: per l'intensità e la struttura complessa dei brani.
Folk-Punk: un'eredità evidente, pur filtrata attraverso una sensibilità moderna.
Indie-Folk: per i momenti più intimi e legati alla narrazione cantautorale.
La band cita spesso influenze che spaziano dalla letteratura al cinema, ma musicalmente i punti di riferimento principali sono:
Iceage: per l'approccio crudo e l'attitudine punk.
The Pogues & Nick Cave: per la capacità di unire il lirismo poetico a una certa ferocia sonora.
Fontaines D.C.: spesso paragonati a loro per l'urgenza espressiva (i Cardinals hanno anche aperto i loro concerti), pur mantenendo un'identità sonora più legata agli strumenti acustici "sporchi".
Il frontman Euan Manning scrive testi maturi che mescolano vicende personali e storia irlandese, concentrandosi su tematiche quali fede, identità, violenza storica (come nel brano The Burning of Cork), amore e perdita.
Il suo stile vocale, spesso descritto come un mix tra un lamento folk e un'attitudine pop-punk, con una consegna vocale che ricorda a tratti Lou Reed o Michael Stipe per il suo tono colloquiale e riflessivo.
Ascoltare i Cardinals significa immergersi in un'atmosfera che è allo stesso tempo familiare (per le radici folk) e alienante (per le distorsioni e l'oscurità post-punk). Sono la scelta ideale se cerchi musica che abbia "peso" fisico, profondità poetica e una forte identità territoriale.