Apnea, è la storia di una bambina di nove anni, la cui esistenza è sconvolta in seguito alla separazione dei genitori. Siamo nel 1980 quando Francesca cambia casa e viene catapultata in nuovo quartiere, una nuova scuola, il nuovo modus vivendi della madre. Dopo un interregno di dolore e silenzio, quando le cose sembrano andare per il meglio, una violenza strisciante eppure manifesta si affaccia nella vita delle due donne. La bestialità ha un ruolo fondamentale, è un vero e proprio personaggio che s'insinua nelle giornate, si moltiplica: è prismatica; scivola come essenza liquida. Eppure non è denunciata, cammina parallela: segreta e costante. Apnea, è una riflessione sulla violenza che germoglia nella vita degli adulti e dei bambini, generando altra violenza: come una pianta che cresce rigogliosa annaffiata da un veleno; senza essere messa in discussione, accettata come gesto quotidiano: riconosciuta come lessico familiare. Il testo viene accordato alla musica di Schönberg - Verklärte Nacht - con cui spartisce i riferimenti drammatici inequivocabili: le voci degli strumenti riflettono quelle dei personaggi; le dissonanze, la malinconia, la normalità del dolore sono i punti in cui si incontrano le due partiture. Le pause e le riprese, come il trattenersi dei fiati, l'apnea che precede la paura.
CONCERTO IN FAVORE DI
ALBA Onlus