Una base di Shakespeare, una bella dose di Blithe Spirit, con una spolverata di Pirandello e un pizzico di Agatha Christie. Il tutto rimescolato con grande sapienza e divertimento per una reinvenzione di una ricetta classica che assume un sapore nuovo e inedito. D’altronde… «se devi copiare, tanto vale copiare da una commedia che funziona benino da secoli.»
Dopo la festa a chiusura di una trionfale tournée, la protagonista è stata trovata morta. Il caso è stato archiviato come suicidio: l’alcool, i barbiturici, il sempre più teso rapporto con il marito drammaturgo… Ma, esattamente un anno dopo la sua scomparsa, il fantasma della donna riappare all’ex marito e gli rivela di essere stata in realtà assassinata da un collega della compagnia. Lo convince, dopo gli inevitabili ed esilaranti momenti di incredulo sgomento, a mettere in atto uno stratagemma modellato sulla “recita” dell’Amleto: con l’aiuto del suo più caro amico convoca tutti gli attori che hanno partecipato alla festa, per far loro leggere un copione che si riferisce agli avvenimenti della serata e stanare, attraverso le sue reazioni, il colpevole. Solo così lei potrà essere liberata dal limbo in cui si trova.
La “prova” inizia, in bilico fra situazioni paradossali e divertenti, in un gioco di scatole cinesi in cui non si capisce più dove finisca la realtà e inizi la finzione, in un crescendo di colpi di scena fino al parossistico finale.