Yungblud ha cancellato la sua partecipazione al Cowboys Music Festival di Calgary, in Canada, dove avrebbe dovuto esibirsi domenica 12 luglio nell’ambito del tour mondiale legato a “Idols”. L’artista britannico, vero nome Dominic Harrison, ha spiegato di aver bisogno di fermarsi per prendersi cura di sé. In una dichiarazione diffusa dopo l’annuncio della cancellazione, il cantante si è scusato con i fan canadesi e ha spiegato: “Attualmente mi trovo in un momento in cui sto lavorando su me stesso e mi sto prendendo una pausa a casa, nel Regno Unito”. Harrison ha aggiunto: “Sto prendendo tutto questo estremamente sul serio e sto affrontando di petto quello che sta succedendo per il bene del lungo periodo. Non darò mai nulla di tutto questo per scontato e vi rivedrò tutti presto. Vi amo tutti”.
Il management di Yungblud ha precisato che, al momento, non sono previste altre cancellazioni. Il tour dovrebbe riprendere il 28 luglio a Indianapolis. “Siamo dispiaciuti per qualsiasi delusione che questo possa causare, non sono decisioni che prendiamo alla leggera”, si legge nella nota diffusa dal suo team. Anche gli organizzatori del Cowboys Music Festival hanno espresso sostegno all’artista: “I nostri pensieri sono con Dom. Gli mandiamo tutto il nostro amore e il nostro sostegno, e gli auguriamo solo il meglio in questo momento”.
La decisione arriva dopo giorni particolarmente delicati per Yungblud, che di recente aveva parlato apertamente delle proprie difficoltà emotive in seguito alla sua esibizione da headliner al BludFest 2026, a Hradec Králové, in Repubblica Ceca. Pubblicando su Instagram un video del momento in cui si era commosso sul palco, Harrison aveva raccontato di essersi sentito “così disconnesso da tutto” e di aver provato “dolore” senza riuscire a capirne fino in fondo il motivo.
Nel lungo messaggio che accompagnava il video, il cantante aveva collegato quel crollo emotivo anche al peso delle critiche ricevute negli ultimi anni, comprese le accuse di essere un “industry plant”, espressione usata per indicare un artista percepito come costruito o spinto artificialmente dall’industria musicale. Yungblud, che negli ultimi anni ha coltivato un’immagine da rockstar, raccogliendo tante critiche quante benedizioni, da artisti come Ozzy Osbourne e Aerosmith, con cui ha pubblicato anche l'Ep "One more time", ha scritto:
Citando poi il passaggio di un articolo pubblicato su “Blunt Magazine”, in cui si legge: “Yungblud non è un 'industry plant. È Internet che si è perso la gavetta”, l'artista ha aggiunto:
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