l punto di partenza non poteva che essere “Wonderwall”, il brano che negli anni Novanta ha trasformato gli Oasis da band di Manchester a simbolo di un’intera generazione e che oggi, tra cori da stadio e feste dei tifosi, sembra aver trovato una seconda vita: quella di nuovo inno degli inglesi. Non poteva che essere la hit del 1995 a guidare una playlist che celebra il nuovo exploit degli Oasis, che proprio come trent'anni fa sono tornati a incarnare i sentimenti e le ambizioni degli inglesi. Mentre l'Inghilterra si prepara alla semifinale dei mondiali contro l'Argentina, questa selezione di canzoni - che potete ascoltare qui sotto cliccando su "play" - fa da colonna sonora all'appuntamento.
La playlist è un viaggio dentro il Britpop che torna protagonista: da “Don’t look back in anger”, altro inno da stadio capace di unire migliaia di voci, a “Champagne Supernova”, il brano più psichedelico e sospeso della band, fino a “Live Forever”, manifesto della giovinezza eterna degli anni Novanta.
Ci sono anche “Some Might Say”, “Supersonic”, “Morning Glory” e “Rock ’n’ Roll Star”, canzoni nate nei club inglesi e diventate parte dell’immaginario nazionale. Una scaletta che racconta non solo una band, ma un’epoca: quella del Britpop, dei Blur contro gli Oasis, dei quartieri operai di Manchester e di una nuova identità culturale britannica.
A poche ore dal fischio d’inizio, tra bandiere dell’Inghilterra, maglie della nazionale e pub pieni, il messaggio è chiaro: il calcio ha trovato la sua colonna sonora e il Britpop è tornato. Ed è tornato per restare. Dopo le ristampe di "Definitely maybe" e "(What's the story) Morning glory?" di Sony Music, in pentola bolle una nuova versione di "Be here now" per il trentennale, nel 2027. Insieme, ovviamente, al tour.
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