Nel 2016 la trap italiana smetteva di essere un fenomeno sotterraneo per trasformarsi in linguaggio generazionale. Dieci anni dopo, quel momento storico è pronto a essere celebrato come una vera e propria età dell’oro. Il primo segnale arriva da Vegas Jones, che ha annunciato "Chic Nisello 2", sequel diretto del suo mixtape cult "Chic Nisello", uscito nel 2016 e diventato nel tempo uno dei manifesti più recognoscibili dell’estetica street milanese. Il nuovo capitolo verrà presentato domenica 17 maggio con la “Chic Nisello 2 Night Listening Experience” al Palazzetto dello Sport di Cinisello Balsamo, quasi a chiudere simbolicamente un cerchio aperto dieci anni fa.
Ma quello di Vegas Jones sembra essere soltanto l’inizio. Perché il 2026 si prepara a diventare l’anno della nostalgia trap italiana, con una lunga serie di album fondamentali che raggiungeranno il traguardo del decennale. Dischi che non hanno soltanto definito una scena, ma che hanno cambiato il modo di fare rap in Italia, trasformando linguaggi, immaginari e perfino il mercato discografico. Una celebrazione che si prende la copertina virtuale della playlist che trovate qui sotto e che potete ascoltare su "play".
Tra i compleanni più attesi c’è sicuramente "Sfera Ebbasta", il primo album ufficiale di Sfera Ebbasta. Pubblicato nel 2016, quel disco rappresentò la consacrazione definitiva della trap italiana nel mainstream: hit diventate inni generazionali, produzioni internazionali e un’estetica che avrebbe influenzato un’intera decade musicale. Oggi appare quasi scontato vedere la trap dominare classifiche e festival, ma all’epoca il successo di Sfera fu una rivoluzione culturale prima ancora che musicale.
Il 2026 segnerà anche il decennale della trilogia simbolo della Dark Polo Gang: "Crack Musica", "Succo di zenzero" e "The Dark Album". Tre progetti che hanno trasformato la DPG in un fenomeno pop capace di dividere critica e pubblico, ma anche di anticipare tendenze poi diventate dominanti. Tra slang, ironia nichilista e melodie ipnotiche, Wayne Santana, Tony Effe, Pyrex e Dark Side hanno ridefinito l’immaginario urbano italiano molto prima che diventasse moda.
E poi c’è "Santeria", il joint album di Marracash e Guè, uno dei progetti più importanti della storia recente del rap italiano. Un disco che riuscì a unire scrittura, attitudine street e visione internazionale, diventando immediatamente un classico. I due artisti celebreranno il decennale con due show evento del 12 e 13 settembre a Milano, destinati a trasformarsi in una gigantesca reunion collettiva per chi quella stagione l’ha vissuta in tempo reale.
Compie dieci anni anche "Dasein Sollen" di Rkomi, mixtape che fotografava un artista ancora lontano dalla popstar di oggi ma già capace di mostrare una scrittura personale, inquieta e profondamente legata alla periferia milanese. Riascoltarlo oggi significa tornare a un momento in cui il rap italiano stava cercando nuove identità, prima che i confini tra urban e pop diventassero definitivamente liquidi.
A celebrare quell’annata irripetibile ci pensa anche Universal Music Italia, che lancia la "2016X Collection", una collezione speciale dedicata ad alcune delle uscite rap e trap più iconiche del 2016. L’iniziativa - qui tutti i dettagli - non si limiterà alle ristampe celebrative: con l’acquisto di almeno uno degli album della collection, i fan avranno accesso a «un’esperienza esclusiva» interamente dedicata al 2016, in programma a Milano dal 5 al 7 giugno 2026. Maggiori dettagli sull’evento verranno svelati prossimamente.
Il 2026, insomma, non sarà soltanto un anno di anniversari. Sarà la celebrazione di una generazione che ha trasformato il rap italiano da scena di nicchia a centro della cultura pop contemporanea. E mentre gli artisti preparano sequel, live celebrativi e reunion, diventa sempre più evidente quanto il 2016 sia stato un punto di svolta irripetibile: l’anno in cui la trap italiana ha smesso di chiedere il permesso.
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