Allo spazio Fiera Milano a Rho, alle porte del capoluogo lombardo, si è esibita in concerto, nella sua unica data italiana Olivia Dean. Forte dall'avere sbaragliato la concorrenza ai recenti Brit Awards – i premi assegnati dalla discografia britannica – meritandosi il premio quale migliore artista dell'anno e migliore artista pop; per il migliore album dell'anno, "The art of loving", pubblicato lo scorso settembre tuttora occupa una posizione nella Top Ten della classifica sia in Gran Bretagna che negli Stati Uniti (dove ha ricevuto un Grammy quale Best New Artist); per la canzone dell'anno, il duetto con Sam Fender "Rein me in", canzone che non ha proposto in concerto. Ad avvalorare ancora di più l'importanza, in questo 2026, della 27enne musicista londinese si può aggiungere che il mese scorso è stata l'ambasciatrice del Record Store Day nel Regno Unito. Insomma, quella di Rho è la serata buona per verificare dal vivo tutto il bene che si racconta di Olivia Dean.
Lo spazio Fiera Milano è gremito, il pubblico di sesso femminile è in stragrande maggioranza e ha cantato praticamente ogni parola di ogni canzone a squarciagola. La musicista britannica ha idealmente suddiviso il suo spettacolo in tre parti operando per ogni sezione un cambio di abito. Sul palco insieme a lei due coriste, una sezione fiati composta da tre elementi, più chitarra, basso e pianoforte. La prima parte del concerto è la più elegante, Olivia riesce nell'intento di trasportare le sonorità più adatte ad un club, quelle più sofisticate, più vicine al soul sfumato jazz nell'enorme spazio aperto di una arena estiva. L'accoglienza del pubblico la lascia senza parole, è sinceramente sorpresa ed emozionata da un abbraccio che forse non si attendeva. Comunica ai presenti che il concerto è di quelli speciali per almeno un paio di motivi: è la sua prima esibizione italiana ed in più è il compleanno di sua mamma. Pare chiaro e lampante sin dalle prime canzoni che la ragazza di origine caraibica ha stoffa da vendere oltre che un sorriso disarmante. L'amore in tutte le sue declinazioni è al centro delle canzoni di Olivia Dean e il concerto ne è la sua plastica rappresentazione. Ciò che si assume guardando i volti del pubblico è pura gioia, un felice intermezzo di poco meno di un paio d'ore da godersi fino in fondo.
Si abbassano le luci, Olivia prende il centro del palco, si siede su una sedia con una chitarra a tracolla, complici ai suoi lati il bassista e il chitarrista della band. L'atmosfera da club sottolineata da pianoforte e fiati, lascia improvvisamente spazio a toni più affini al cantautorato. E' un'altra Olivia Dean, ma altrettanto convincente, con "UFO" il live si fa acustico, e si comprende perchè vi sia Joni Mitchell tra i suoi modelli musicali. L'artista londinese parla molto con il pubblico, presenta molte delle sue canzoni. Ad un certo punto dall'alto cala una mirror ball che lascia presagire ciò che accadrà di lì a poco, Olivia invita il pubblico a ballare e mette in mostra la parte più pop di sé. Sulle trascinanti note del successo di Curtis Mayfield "Move on up" viene presentato il gruppo, la festa continua scatenata fino al gran finale con la hit "Man I need".
Olivia Dean ha conquistato Milano, lo ha fatto con la qualità delle canzoni del suo ultimo album, "The art of loving", e del suo disco d'esordio "Messy". Se poteva esistere qualche dubbio sul valore della ragazza londinese, questo è stato spazzato via: possiede carisma, energia ed entusiasmo da vendere. Il suo spettacolo è ben costruito e non ha avuto passaggi a vuoto, ha cantato l'amore con la gioia e la leggerezza che gli si deve. Quello in Fiera è da considerarsi il primo concerto milanese della stagione estiva. Buona, anzi, molto buona la prima.
Setlist:
The Art of Loving (Intro)
Nice to Each Other
Lady Lady
So Easy (To Fall in Love)
Close Up
Let Alone the One You Love
Messy
UFO
Touching Toes
I've Seen It
Carmen
Echo
Time
Loud
A Couple Minutes
The Hardest Part
Baby Steps
Ladies Room
Move On Up (cover di Curtis Mayfield)
OK Love You Bye
It Isn't Perfect But It Might Be
Dive
Man I Need
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