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Tyla prende lezioni da Rihanna e cerca con forza la sua strada

31.07.2026 Scritto da Claudio Cabona

Quando nel 2023 "Water" è esplosa in tutto il mondo, arrivando anche a vincere un Grammy, il rischio era dietro l’angolo: diventare la star di un solo tormentone. Il debutto "Tyla" del 2024 aveva però dimostrato che dietro quel successo c'era molto di più di una hit virale, presentando una cantante capace di muoversi con naturalezza tra amapiano, afrobeats, contemporary R&B e pop, facendo dialogare la scena sudafricana con il mercato globale senza snaturarne il linguaggio. Con “A*Pop”, il secondo capitolo della sua carriera, Tyla non prova a rivoluzionare quella formula.

Piuttosto, la consolida. Già dal titolo il disco suona come una dichiarazione d'intenti: non semplicemente un album pop, ma una rivendicazione del ruolo che il pop africano contemporaneo può avere nella musica internazionale. L'impressione, ascolto dopo ascolto, è che Tyla abbia assimilato la lezione delle grandi popstar degli ultimi vent'anni, Rihanna è il riferimento più palese, soprattutto nell’alternare vocalità, leggerezza e ricerca sonora, senza limitarsi a replicarne in modo pedissequo il modello. Il suo marchio di fabbrica rimane il dialogo costante tra la morbidezza della voce e le ritmiche spezzate dell'amapiano, un equilibrio che continua a farla scalare nel panorama pop. Gli altri feat sono tutti con star sudafricane, una scelta importante. 

I brani più convincenti del disco sono quelli già scelti come singoli apripista. "Chanel" resta uno dei migliori esempi di come riesca a fondere groove africani e scrittura pop con apparente semplicità, mentre "She Did It Again", insieme a Zara Larsson, è una collaborazione costruita con intelligenza: nessuna delle due prevale sull'altra e il risultato conserva l'identità sonora dell'album. Anche "Is It Love" conferma la maturità raggiunta dalla cantante, sempre più sicura nel gestire atmosfere intime senza rinunciare all'immediatezza melodica. Laddove il debutto aveva l'entusiasmo della scoperta, questo secondo volume preferisce lavorare più di fino. È un disco più omogeneo, forse anche più elegante, che però in alcuni momenti dà la sensazione di scegliere il percorso più sicuro invece di sorprendere davvero.

Non tutte le canzoni hanno la forza dei primi pezzi e qualche episodio tende a rallentare l'ascolto, ma il livello medio resta molto buono, grazie a una produzione lucente e a un'identità più definita rispetto agli esordi. Il punto è proprio questo: Tyla sembra aver capito che oggi non ha bisogno di rincorrere il pop occidentale per essere una popstar globale. Al contrario, è la sua capacità di portare amapiano, afrobeats e R&B dentro una scrittura accessibile al grande pubblico a renderla una delle artiste più interessanti del momento. “A*Pop” non rappresenta ancora quel salto definitivo che trasforma un talento in un'icona, ma conferma una cosa: Tyla non è stata il fenomeno passeggero di "Water". Sta costruendo, disco dopo disco, una strada. E, di questi tempi, è già molto più difficile di quanto sembri.

TRACKLIST
Is It Love
That Girl
Kiss
Is It
Fairytale (feat. Liquideep)
Double Blind
Feel Something
Right Now
Mr. Nonchalant
She Did It Again (feat. Zara Larsson)
Chanel
Crazy of Me (feat. MaWhoo)
I Don't Care (feat. Babalwa M)
Hot Tubs


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