News

Tutti Fenomeni: «Sfiderò sempre lo status quo»

23.01.2026 Scritto da Mattia Marzi

«Mi sembra un disco da cantante. Non è più il disco di un bambino irriverente che fa pipì dal cavalcavia. Non è più un gioco», dice Tutti Fenomeni parlando di “Lunedì”, il suo nuovo album, che esce oggi. Se è davvero così, lo dirà il tempo. Certo che i versi d’apertura de “La ragazza di Vittorio”, la prima canzone dell’album, in cui il cantautore romano ripete a mo’ di mantra «sesso anale, sesso orale, sesso vaginale», sembrano un po’ tradire le intenzioni dichiarate e riportare tutto su un terreno di gioco e di irriverenza che l’ex pupillo di Niccolò Contessa dice di voler superare, più che segnare un vero passaggio di maturità rispetto ai due precedenti lavori. Ma Giorgio Quarzo Guarascio, questo il vero nome dell’ex trapper diventato cantautore sui generis, che dopo essere stato forgiato dalla mente de I Cani ai tempi dell’album d’esordio “Merce funebre” del 2020 e il successivo “Privilegio raro” del 2022 ha visto disciogliersi il sodalizio con il suo mentore e ha trovato riparo tra i guizzi di Giorgio Poi, insiste: «Sfidare lo status quo è una cosa che farò sempre. Aprire un disco con quei versi su una produzione Anni ‘60 è una scelta forte, contro il bigottismo dell’Italia. Quella è la canzone che ha più senso del disco intero: si allaccia più di tutte le altre ai tempi iniqui e mortificanti che viviamo. Il sesso è metafora di tutto. Lo scrollare sui social, la droga del digitale. So che può essere meme, ma meme per una giusta causa».

“Lunedì” arriva a quattro anni da “Privilegio raro”. Lo definisci “un disco di salvezza e di sopravvivenza, una resurrezione”. Che ne è stato di Tutti Fenomeni in questi anni?
«Dopo la fine del sodalizio con Niccolò Contessa mi è mancata la terra da sotto i piedi. Ho reagito. Questo disco è un lunedì. Dio disse luce e luce fu, e vide che era cosa buona. Il lunedì è il giorno in cui ricomincia la settimana. Vale anche per il mio percorso, metaforicamente: è una ripartenza».

La collaborazione con Contessa si era consumata?
«Sì. Per salvare il rapporto umano abbiamo dovuto smettere di collaborare. Niccolò aveva grande necessità di tornare a fare le sue cose. Il vero motivo era quello. E di conseguenza era diventato intollerante di me. La frattura è stata dura, ma i rapporti tra noi sono comunque buoni. Siamo tornati a lavorare insieme lo scorso anno quando ho lanciato il progetto “Radio Guarascio”».

A Giorgio Poi, subentrato in cabina di produzione a Contessa, come sei arrivato?
«La stima che riponevo nei suoi confronti era nota anche a lui. Abbiamo in comune il batterista, Francesco Aprili. Io in quella fase cercavo un altro produttore dello stesso livello di Contessa. Una sera ero in un pub a Roma. Cercavo posto, ma il locale era pieno. Stavo per andarmene quando ad un tratto ho visto uno sbracciarsi, chiamandomi: era lui. Mi ha fatto sedere al suo tavolino. Io gli ho fatto ascoltare qualche provino. Inizialmente avremmo dovuto lavorare insieme a un solo singolo, invece è venuto fuori tutto il disco. Essere prodotto da lui è stato responsabilizzante».

In che senso?
«Sono stato io a cercarlo. E non volevo deluderlo».

Cosa ha portato alla tua musica Giorgio Poi?
«Una rivoluzione copernicana: abbiamo messo i testi in secondo piano, concentrandoci sulla produzione, gli arrangiamenti, i suoni. Rispetto a “Merce funebre” e “Privilegio raro” questo è un disco più etereo, luminoso. Gli accordi sono sempre ricercati, le batterie tutte suonate: i pezzi hanno uno stile che definisco retrò. Sento di aver fatto non uno, ma due passi avanti».

“Se mi guardo allo specchio vedo un clown”, recita un passaggio de “La felicità del cane”. Come mai così duro?
«È stato un decennio in cui mi sono divertito molto, ma sono stato goduto dagli altri, dissipandomi. Mi sono anche stordito molto con l’uso di alcol, sostanze. Allo specchio vedo un clown perché provo sensi di colpa. Cerco di espiare, di andare avanti. Ora inizia il mio decennio lucido».

Artisticamente sei un puro?
«Spero di diventarlo».

In cosa pecchi?
«Rubo tanto. Non cito le fonti. Sono demagogico, quasi».

“Col tuo nome” sarà nella colonna sonora del nuovo film di Susanna Nicchiarelli: ti rivedremo ancora come attore, dopo l’esperienza in “Enea” di Pietro Castellitto?
«Nel film no. Come attore in generale non saprei. Dopo il film con Pietro mi sono arrivate proposte di provini. Mi è sembrato di tornare a scuola, però: mi sono un po’ traumatizzato».

Ti ci vedi su un palco come quello di Sanremo?
«Dovrei cambiare una, due o tre parole della canzone. Ma io sono proprio quelle due parole».

Ci hai provato e non hai accettato di scendere a compromessi?
«No. L’idea di sapere se potrei interessare a quel palinsesto mi piaceva. Ma non sanno manco chi sono. Un pezzo come “Vanagloria”, comunque, ce l’avrei visto su quel palco: però citare Berlusconi in Rai sarebbe stato improbabile. Vedendo il cast di quest’anno, comunque, sono contento di non averci neanche provato».


Disclaimer:

Questo articolo è stato realizzato e pubblicato da Rockol.it ed i suoi contenuti sono integralmente forniti da Rockol, che ne assume ogni responsabilità editoriale. Il presente sito si limita a ospitare il contenuto in modalità non indicizzata e non è in alcun modo coinvolto nella produzione, redazione o approvazione dei materiali pubblicati.

Rock Online Italia (Rockol) è una testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Milano: Aut. n° 33 del 22 gennaio 1996.

Immagini e diritti

Rockol:

  • utilizza esclusivamente immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali ("for press use") da case discografiche, management artistici e uffici stampa /P.R;
  • impiega le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, e solo a corredo dei propri contenuti informativi;
  • accetta unicamente fotografie non esclusive, destinate alla pubblicazione su testate giornalistiche, e comunque libere da vincoli di utilizzo;
  • pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse da fotografi dei quali viene indicato il copyright

Crediti fotografici per l'immagine usata nell'articolo: Lorenzo Castore

Segnalazioni

Eventuali segnalazioni relative a immagini non conformi a quanto sopra descritto possono essere inviate a webmaster@rockol.it
Provvederemo a effettuare una rapida valutazione e, ove necessario, alla tempestiva rimozione del materiale.

Per consultare l'articolo nella sua versione originale, visita questo link

(Articolo originale su Rockol.it)

condividi