Il rapper Travis Scott ha dichiarato a Variety che il suo prossimo album è stato in parte ispirato dagli Oasis. La prossima fatica discografica di Scott sarà la quinta della sua carriera e farà seguito a "Utopia" (leggi qui la recensione), pubblicato nel 2023.
Queste le dichiarazioni del 35enne musicista di Houston: "Proprio ora sto lavorando a un album, ed è una cosa fottutamente fantastica. Mi spingo costantemente oltre i limiti del suono per cercare di creare qualcosa che non ho mai fatto prima".
Sebbene non abbia rivelato compiutamente il suono che avrà il suo prossimo disco, nel corso dell'intervista, ha citato una serie di influenze, tra queste: Oasis, Parliament, Don Toliver, Raphael Saadiq e Daft Punk. Ha inoltre dichiarato che i Van Halen sono stati un punto di riferimento per i loro "mega-ritornelli e per le potenti linee di basso".
Scott non ha tralasciato di rivelare che le sue esperienze in tour hanno influenzato il lavoro all'album. "Devo impegnarmi ancora di più per creare qualcosa che possa raggiungere anche la persona più lontana, quella che si trova in fondo alla sala, quindi come posso arrivare a quella persona come fosse quella che mi sta proprio accanto? È questo il mio obiettivo: elevare lo spettacolo a un livello più teatrale. ‘Utopia’ doveva essere un'opera teatrale. Voglio provare a riportare alla luce le esperienze reali prima che cerchino di cancellarle tutte e digitalizzare ogni cosa."
Nell'ultima settimana Travis Scott è salito all'onore della cronaca grazie alla sua partecipazione in qualità di attore nel film del regista Christopher Nolan 'Odissea'. Nel film veste i panni di un bardo che narra parte della guerra di Troia. Nolan ha così spiegato il coinvolgimento del rapper: "Volevo richiamare l'idea che questa storia sia stata tramandata oralmente analogamente al rap".
In passato Travis Scott aveva già collaborato con Christopher Nolan, registrando il brano "The Plan" per il film 'Tenet' del 2020. Ha contribuito anche a 'Odissea' con la canzone dei titoli di coda "When I'm Home", con James Blake e Ludwig Göransson.
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