Il Deus ex Machina dei King Crimson Robert Fripp nel corso di una recente intervista con Guitar World ha espresso tutta la sua contrarietà per la mancanza di riconoscimento del contributo della sua band nelle dispute che, di tanto in tanto, sorgono sugli inizi e lo sviluppo dell'heavy metal.
Il 79enne musicista inglese si è così espresso: "Ho visto di recente un video su YouTube sui dieci precursori dell'heavy metal, e... “Schizoid Man” non era tra questi. È assurdo. Mi spiego, Ozzy Osbourne non solo l'ha registrata in un album solista (“Under Cover” del 2005, ndr), ma è sempre stato così generoso da riconoscere i Crimson."
Il chitarrista ha poi spiegato il suo punto di vista sul suono metallico dei King Crimson e sulla sua evoluzione. "L'elemento potente e metallico è sempre stato presente nei Crimson. Per me, si è sempre più articolato nella semplice domanda: come sarebbe suonato Jimi Hendrix suonando un quartetto d'archi di Béla Bartók?".
Produce Like A Pro ha riferito che l'album d'esordio dei King Crimson del 1969, "In the Court of the Crimson King" (leggi qui la recensione), conteneva "21st Century Schizoid Man", un brano proto-heavy metal che trasmetteva una potenza viscerale e una strumentazione aggressiva che avrebbe poi influenzato innumerevoli band metal. Il lavoro di chitarra distorto e gli intensi pattern ritmici del brano hanno stabilito un modello che l'heavy metal avrebbe seguito per decenni.
Di più. The Elite Extremophile ha osservato che brani come "The Devil's Triangle", tratto dall'album "In the Wake of Poseidon" del 1970 sprigionavano un assalto ringhiante e metallico ispirato al brano "Mars, the Bringer of War" del compositore e direttore d'orchestra britannico della prima metà del Novecento Gustav Holst.
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