Tom Hardy ha deciso di aggiungere un nuovo capitolo alla sua carriera: quello di rapper. L’attore britannico ha pubblicato “Czarface Meets Frankie Pulitzer”, il suo album di debutto realizzato insieme ai Czarface, collettivo hip hop statunitense noto per il suo immaginario fortemente legato a fumetti, cinema e cultura pop. Il disco contiene 15 tracce e ospita anche alcuni nomi di primo piano della scena rap americana, tra cui Busta Rhymes, Method Man ed EL-P. Hardy, però, non è arrivato al progetto dal nulla. Nel 2021 i Czarface avevano iniziato a collaborare con un misterioso rapper chiamato Frankie Pulitzer, alimentando negli anni la teoria secondo cui dietro quell’identità si nascondesse proprio l'attore. Una teoria che oggi trova finalmente conferma.
E Hardy sfrutta pienamente il proprio immaginario cinematografico. In “Grim-Visaged War” recita infatti il celebre monologo tratto da “Riccardo III” di William Shakespeare utilizzando la voce di Bane, il personaggio interpretato nel film di Christopher Nolan “Il cavaliere oscuro – Il ritorno” del 2012. I riferimenti al cinema e alla cultura pop tornano anche nei testi. In “Raw Forever”, brano realizzato con Busta Rhymes, Hardy cita “Bringing Out the Dead”, il film diretto da Martin Scorsese nel 1999, e Nicolas Cage, protagonista della pellicola. Poco dopo tira in ballo Willem Dafoe e il suo Green Goblin di “Spider-Man”, prima di trasformarsi in Doctor Doom attraverso un altro riferimento Marvel. In “Mad Technology”, invece, con Method Man, Hardy guarda ancora al cinema e alla letteratura horror, citando “Misery”, il romanzo di Stephen King e il film del 1990 diretto da Rob Reiner con Kathy Bates. Ma il disco è pieno di questo tipo di riferimenti, in un continuo gioco tra rap, fumetti, cinema e letteratura.
La collaborazione con i Czarface sembra quindi il contesto perfetto per Hardy, che può mettere insieme due delle sue grandi passioni: la cultura hip hop e quella cinematografica. E soprattutto può farlo senza prendere troppo sul serio i confini tra i due mondi. La cosa curiosa è che Frankie Pulitzer non nasce come semplice trovata dell'attore. Hardy aveva già iniziato a lavorare sulla propria identità musicale prima che il progetto venisse ufficialmente associato al suo nome, costruendo progressivamente un alter ego capace di stare dentro l'universo dei Czarface. “Czarface Meets Frankie Pulitzer” è così anche il punto d'arrivo di un percorso iniziato diversi anni fa e rimasto a lungo nell'ombra. Un progetto nel quale Tom Hardy non si limita a prestare la propria voce a un esperimento estemporaneo, ma si presenta come un vero artista rap, circondandosi di alcuni dei nomi più riconoscibili dell'hip hop americano. E alla fine, dopo anni di ipotesi, la rivelazione è probabilmente la più cinematografica possibile: Frankie Pulitzer era Tom Hardy.
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