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Strategia o no, i tre album di Drake sono un'occasione persa

18.05.2026 Scritto da Claudio Cabona

Drake è uscito dal dissing con Kendrick Lamar a pezzi. “Not like us” del rivale di Compton è diventata una hit mondiale e ne ha decretato la sconfitta culturale, ma non musicale, perché il rapper canadese è rimasto comunque il più ascoltato al mondo. Una situazione paradossalmente eccellente per tornare con nuova musica. Perché? Perché gli accerchiati e i perdenti creano empatia, portano il pubblico a immedesimarsi e a provare una sorta di vicinanza a chi è rimasto travolto da un fiume di barre incendiarie, diffamatorie e anche violente. Eppure, Drake, agitato da megalomania e rancore, è riuscito a fallire. È questa la netta sensazione che arriva ascoltando i tre nuovi dischi pubblicati contemporaneamente: “Iceman”, “Maid of Honour” e “Habibti”, 43 tracce per oltre due ore e mezza di musica.

In queste ore si dibatte se il rilascio di questa valanga sia frutto di una strategia per smarcarsi dalla sua etichetta e diventare indipendente, di fatto facendo scadere il contratto che prevedeva l’uscita di un tot di dischi. Ci sono anche diverse barre, all’interno dei tre progetti, che fanno pensare a un disegno preciso dietro questa uscita fiume. In “Make Them Pay” rappa: “Sto meglio da indipendente, voglio solo essere libero”. In “B’s on the Table” presenta invece la causa intentata contro la sua label (colpevole secondo lui di non averlo tutelato durante lo scontro con K-Dot) non come il gesto di uno sconfitto, ma come una lotta contro “il sistema”. Sarà.

Ma il punto, in fondo, non è questo. Al di là del fatto che sia davvero una strategia oppure no, bisogna valutare la qualità della musica, ovvero quanto pesi realmente il suo ritorno. Perché Drake, con questi album, quantomeno con “Iceman”, che inizialmente doveva essere il progetto centrale del rilancio, avrebbe dovuto e potuto dimostrare di essere “il migliore”. Avrebbe dovuto rispondere artisticamente a quello che è successo con e dopo “Not Like Us”. E invece cosa ha fatto? Ha dato una risposta da businessman con derive mitomani (sulla cover di “Iceman” indossa un guanto originale di Michael Jackson pagato oltre 100mila dollari), non da artista lucido e letale. I nuovi attacchi a Lamar, in “Make Them Pay” lo accusa di nuovo di essersi comprato gli stream, oltre a quelli ad altri rivali come DJ Khaled, Pusha T, ASAP Rocky etc., sembrano ormai piagnistei. Una reale prova di forza, da vero “uomo di ghiaccio”, sarebbe stata andare oltre questi beef e fare canzoni con la “c” maiuscola, evitando barre-gossip e realizzando un progetto davvero convincente.

“Iceman” è l’unico del trittico che contiene un po’ più materiale interessante: in “Make Them Cry” parla di famiglia, di essere cresciuto senza padre e paragona questa condizione di isolamento a quando si è trovato solo contro Lamar, abbandonato da tutti. Anche “Little Birdie” e “Don’t Worry” insistono sul tema dell’instabilità emotiva, uscendo dai soliti steccati della faida rap, senza però sviluppare davvero il tema andando in profondità. Musicalmente ci sono alcuni aspetti da evidenziare: “Whisper My Name” ha un bel beat switch; “Ran to Atlanta” ha una produzione gelida; "2 Hard 4 The Radio"esalta le armonie vocali; “Burning Bridges” custodisce un passaggio elegante tra pianoforte jazzato e r&b; “National Treasures” ha ritmiche quasi industriali; “Firm Friends” ha uno scheletro r&b ben realizzato, venato da voci sottostanti. Tutti questi pezzi creano un’atmosfera desolata che, però, contrasta con racconti spesso pieni di esagerazioni e sfoggio di potere.

“Maid of Honour” è più orientato alla dance con vari campionamenti tra cui, in “Cheetah Print”, “(It Goes Like) Nanana” di Peggy Gou. Sembra un azzardo, ma funziona, si sente il tocco da indiscusso hitmaker. Qui a cercare di agguantare la sufficienza ci provano anche i feat. Le giovani Stunna Sandy e Iconic Savvy fanno la loro parte. “Road Trips” sembra la colonna sonora di un film anni ’80, “BBW” ha un cuore techno industriale con un gusto vintage: questi pezzi meritano un ascolto. Il risultato finale di tutto il volume, però, resta noioso: a svegliare dal torpore, sul finale, sembra pensarci “Princess” con un muro di chitarre distorte, rovinato poi da una voce caricaturale piena di auto-tune. La cover dell’album raffigura l’artista e la sua famiglia, ma i temi sono sempre i soliti, triti e ritriti, tra amore e fama.

“Habibti”, invece, punta maggiormente sull’r&b, ma non ha nulla a che vedere con le vette di “Take Care” del 2011. “Amore mio” in arabo, questo il titolo tradotto, è liquido, privo di mordente al netto di qualche sporadico episodio come “White bone”. Benché alcuni ne lodino le atmosfere soft, risulta un disco soporifero, il peggiore dei tre, e alcuni passaggi sembrano dei tentativi, più che dei pezzi con delle vere idee (Kanye, sei tu?). L’intro “Rusty”, con una chitarra acustica buttata lì nella mischia, ne è un esempio. La sensazione finale è che, esclusi alcuni momenti, leggermente sopra la media, di “Iceman” e di “Maid of Honour”, il resto dell’operazione sia quasi improvvisato e poco ragionato. Perché è difficile altrimenti spiegarsi come uno degli artisti più famosi al mondo sia stato stato davvero convinto che una strategia di questo tipo potesse avere un senso artistico. Per lui e per i suoi fan. Frantumerà i record di ascolto, senz’altro, magari servirà a distaccarsi dall’etichetta che lo ha “tradito”, ma proprio come dice Lamar in “Not like us”: “Drake, il pubblico non è scemo”

TRACKLIST
Iceman
:
01 Make Them Cry
02 Dust
03 Whisper My Name
04 Janice STFU
05 Ran To Atlanta ft. Future, Molly Santana
06 Shabang
07 Make Them Pay
08 Burning Bridges
09 National Treasures
10 B's On The Table ft. 21 Savage
11 What Did I Miss?
12 Plot Twist
13 2 Hard 4 The Radio
14 Make Them Remember
15 Little Birdie
16 Don’t Worry
17 Firm Friends
18 Make Them Know

Maid of Honour:
01 Hoe Phase
02 Road Trips
03 Outside Tweaking ft. Stunna Sandy
04 Cheetah Print ft. Sexyy Red
05 Which One ft. Central Cee
06 Amazing Shape ft. Popcaan
07 BBW
08 True Bestie ft. Iconic Savvy
09 Where's Your Stuff Interlude
10 New Bestie
11 Q&A
12 Stuck
13 Goose and The Juice
14 Princess

Habibti:
01 Rusty Intro
02 WNBA
03 Slap The City ft. Qendresa
04 High Fives
05 Hurrr Nor Thurrr ft. Sexyy Red
06 I'm Spent ft. Loe Shimmy
07 Classic
08 Gen 5
09 White Bone
10 Fortworth ft. PARTYNEXTDOOR
11 Prioritizing


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