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Steve Lacy, il futuro dell’r&b passa dalla lezione di Prince

21.07.2026 Scritto da Mattia Marzi

L’avevamo lasciato quattro anni fa con "Gemini rights", il disco che gli aveva consegnato una volta per tutte il titolo di erede di Prince, non tanto per il semplice gioco dei paragoni, quanto per quella capacità di muoversi tra falsetti ipnotici, intuizioni melodiche fulminanti e una libertà creativa senza confini. Prima ancora c’era stato "Apollo XXI", l’esordio del 2019 che aveva acceso i riflettori su di lui fino a portarlo a una nomination ai Grammy Awards come "Best Urban Contemporary Album". Da allora Steve Lacy è diventato una delle figure più originali e visionarie della scena internazionale, un artista capace di guardare al passato senza rimanerne prigioniero e di trasformare l’eredità dei grandi in un linguaggio completamente personale. Ora, a distanza di quattro anni da "Gemini rights", arriva questo "Oh yeah?". Ed è una piacevole conferma delle impressioni lasciate allora. Se il disco precedente lo aveva consacrato come una delle voci più originali della nuova generazione r&b, questo nuovo capitolo conferma un talento ormai pienamente consapevole dei propri mezzi.

Il nuovo album arriva dopo un percorso creativo durato quattro anni ed è un lavoro costruito nel segno della totale autonomia creativa.Lacy ha curato personalmente ogni aspetto del progetto: dalla scrittura alla produzione, dall’interpretazione alla direzione creativa. Un approccio da artista totale, à la Prince, appunto. A proposito: il brano più dichiaratamente “princiano” è “The feeling”: un concentrato di sensualità, falsetti e groove in cui la lezione del maestro viene assorbita e trasformata.

Ma non c’è solo nostalgia. Steve Lacy recupera la lezione dei giganti per guardare avanti, usandola come punto di partenza per costruire un linguaggio personale, in cui riferimenti soul, funk e r&b convivono con suggestioni contemporanee e aperture verso territori ancora inesplorati. "Oh yeah?" è un album sospeso tra chitarre e sintetizzatori, dove il trip hop incontra il soul, l’alternative rock si intreccia con l’r&b e la ricerca sonora convive con un’immediatezza pop quasi disarmante. Per dare forma a questa visione si è circondato di alcuni dei nomi più interessanti della musica contemporanea: Matt Martians, già collaboratore di Tyler, The Creator, e Michael Uzowuru, produttore al fianco di artisti come SZA, Frank Ocean, Beyoncé e Donald Glover. Proprio Tyler compare anche come autore di “Lovesexdrugbomb”, con presenza della polistrumentista canadese Cecile Believe.

Nel disco trovano spazio anche due figure femminili fondamentali dell’r&b contemporaneo e della sua storia. SZA presta la sua voce all'incontro di “Is it cool?”, mentre la leggenda Erykah Badu appare in “Pure color”, quasi come una presenza guida, un ponte tra generazioni diverse unite dalla stessa ricerca di autenticità. Bentornato, Steve.


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