Il Boss è sempre il Boss. Anche nello studio di “Che Tempo Che Fa” dove, davanti a Fabio Fazio e insieme a Jeremy Allen White, ha presentato l’atteso “Springsteen: liberami dal nulla”, il primo film sulla vita di Bruce che racconta la genesi di “Nebraska”, il lavoro più intimo che mette a nudo tutte le fragilità di un artista all’apice della carriera. “Non so se sia questione di coraggio. Sono stati gli anni in cui sono passato attraverso una transizione, per la mia salute mentale e per la mia vita in generale. Nebraska è uno dei miei album preferiti, non è un disco normale. Volevamo dare più dramma e più musica al mio personaggio”.
“Questo film è un’esperienza emotiva per me” confessa Springsteen in merito alla pellicola di Scott Cooper. “Ho sempre cercato di seguire una musa e la mia musa è la musica. Non mi preoccupa tanto se il mio album avrà successo o meno: mi interessa dare verità e trascendenza. Deve avere valore per chi mi segue perché è la garanzia che do al mio pubblico, che è la mia anima, il motivo per cui faccio tutto questo”.
Incalzato dal conduttore sul clima politico statunitense, il Boss aggiunge: “Il nostro Paese per 250 anni ha combattuto per la libertà, è stato un esempio di democrazia positiva. Naturalmente abbiamo fatto molti errori, ma sempre cercando di fare del nostro meglio. Non abbiamo mai avuto una storia di autocrazia. Ora credo che la situazione stia andando in un’altra direzione e farò del mio meglio per far sì che, con la mia piccola influenza, le cose cambino”.
A oltre quarant’anni dalla sua uscita, “Nebraska” torna in una nuova edizione espansa in quattro dischi. Come suona? Lo abbiamo raccontato qui.