Si è chiuso a Filadelfia il “Land of Hope and Dreams Tour” di Bruce Springsteen, tour dichiaratamente "politico": nel concerto Springsteen, come già faceva nel 2025, prende nettamente posizione contro l’attuale amministrazione americana. La prima data si è svolta a Minneapolis, dove sono avvenute le due morti causate dell’ICE, la controversa forza anti-immigrazione del governo che ha represso con la forza manifestazioni di protesta, e la città a cui il Boss ha dedicato “Streets of Minneapolis”. L'ultima data doveva essere il 27 maggio a Washington, la capitale, la sede del governo e dell’amministrazione: un finale altrettanto simbolico - poi la data dell'8 maggio a Filadelfia è stata spostata a ieri notte per la partecipazione ai playoff NBA dei 76ers, che avevano inaspettatamente superato il primo turno battendo i favoriti Boston Celtics, necessitando quindi dell'uso del palazzetto della città in quei giorno per giocare il secondo turno.
La scaletta
Anche nella data finale la struttura dello show è rimasta quella delle altre date: i classici del repertorio, il nuovo brano di protesta “Streets of Minneapolis” con il coro “ICE Out Now”, e i monologhi pronunciati prima di “My City of Ruins”. Springsteen non ha cantato "Streets of Philadelphia", come ogni tanto fa in città: con nessuna variazione in scaletta, come ormai avviene da diverse date e con una struttura rigida come non avveniva dalla fine degli anni '80, per il tour di "Tunnel of love". Anche negli anni passati, dal 2023 in poi, il Boss ha introdotto una struttura "teatrale" con uno schema fisso e poche variazioni. Negli altri tour però almeno 2 o 3 canzoni a serata cambiavano. Nel “Land of Hope and Dreams Tour”, a parte la cover di "Purple rain" suonata a Minneapolis e quella di "Clampdown" introdotta dopo qualche data, non ci sono praticamente state variazioni.
Qualche modifca invece nei discorsi. “Credo di essere venuto qui per la prima volta nel 1973, al Main Point di Bryn Mawr. Avevo 23 anni”, ha raccontato il Boss dal palco. “È passato un po’ di tempo. Quindi quello che voglio dire a voi di Philadelphia è: grazie per una vita intera”. Springsteen ha anche aggiunto un riferimento al centro di detenzione per immigrati di Delaney Hall, nel New Jersey “Ci sono immigrati detenuti in centri di detenzione a scopo di lucro in tutto il Paese, come Delaney Hall, nel mio Stato natale del New Jersey, dove al nostro governatore è stato negato l’accesso per incontrare i detenuti e verificare le condizioni in cui si trovano. Questo sta accadendo adesso”.
Il ritorno sul palco
Prima di lasciare il palco, Springsteen ha salutato il pubblico con un ultimo messaggio: “Restate vivi, restate affamati e restate calmi. Ci rivedremo”. Una promessa di ritorno, insomma.
L’attività dal vivo del Boss proseguirà nei prossimi mesi anche fuori dal tour. II 4 e 5 giugno sarà al Center for American Music con un mega evento intitolato “Music America: The Songs That Shaped Us”, mentre il 3 ottobre sarà tra gli ospiti del “Power to the People Festival”, la manifestazione politico-musicale organizzata da Tom Morello nell’area di Washington, insieme a Foo Fighters, Dave Matthews, Joan Baez, Brittany Howard, Dropkick Murphys, Killer Mike e altri artisti.
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